Cosa è la terapia parodontale di mantenimento?

La Terapia di Mantenimento è la fase più importante che garantisce il successo della salute gengivale.

Lo sapevi che basta un investimento di poche ore per ottenere dei risultati a lungo termine?

La terapia di mantenimento si adatta a tutti i pazienti e alle varie situazioni cliniche.

Nel soggetto sano si svolge la prevenzione primaria.

Si attuano delle misure semplici.

Vengono condivise col paziente per impedire l’insorgenza della patologia.

Nel soggetto con una malattia ancora superficiale si attua la prevenzione secondaria.
Questa consiste:

  • diagnosi precoce
  • risoluzione del problema
  • mantenimento dello stato di salute ripristinato

Nel soggetto che ha avuto la malattia parodonale più avanzata si attua la prevenzione terziaria.

Questa si effettua nel paziente risanato con lo scopo di mantenere il risultato e di evitare le recidive della malattia parodontale.

Come si fa?

La terapia di mantenimento si attua attraverso un’alleanza medico-paziente che prevede uno sforzo congiunto per raggiungere l’obbiettivo.

La chiave del successo è il controllo dei fattori di rischio:

  • indice di placca
  • indice di sanguinamento
  • controllo dei parametri parodontali
  • comportamenti corretti (fumo, stile di vita, alimentazione, controllo della salute generale).

Il professionista deve personalizzare la terapia di mantenimento indicando una periodicità delle sedute ambulatoriali di norma dai 3 ai 6 mesi.

Oltre alle sedute di terapia di mantenimento, il paziente sarà informato di volta in volta su quello che deve fare e come lo deve fare.

Semplici gesti e automatismi che fanno la differenza.

È sempre importante sottolineare che la conoscenza e l’applicazione di essa è la base fondamentale.

Il medico che si prende cura della tua salute viaggia insieme al paziente nella stessa direzione verso l’obbiettivo comune.



Quali sono i vantaggi della terapia di mantenimento

Lo sapevi che la scienza è piena di articoli e documenti che ci dicono quali sono i vantaggi della terapia di mantenimento?

In uno studio realizzato in Svezia (Per Axelsson 2004) e pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology (una delle principali riviste del settore), i risultati della terapia di mantenimento hanno dato esiti molto incoraggianti a distanza di 30 anni.

Lo studio ha analizzato i pazienti trattati per la malattia parodontale, valutandone la capacità di controllo della malattia stessa.

Tanta letteratura avvalora l’importanza della terapia di mantenimento. (Lang 2003, Costa 2014, Drisko 2013, Tonetti 2015, Jepsen 2015).

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Cosa succede se non fai la terapia parodontale di mantenimento?

La risposta sta nella scienza oltre che nell’esperienza costante.

Axellson e Lindhe hanno evidenziato l’importanza della TPM (Terapia Parodontale di Mantenimento) in uno studio condotto nel 1981.

In questa ricerca i pazienti trattati per la parodontite sono stati divisi in due gruppi.

Uno ha seguito la terapia di mantenimento in modo rigoroso l’altro in modo casuale.

Tutti i parametri parodontali valutati nel tempo hanno mostrato una performance decisamente migliore nei pazienti che hanno seguito una TPM organizzata e rigorosa.

Gli stessi risultati sono stati riscontrati in altri studi scientifici analoghi (Bragger 1992,Lindhe e Nyman 1994,Costa 2014).



Perché la TPM sta alla base del successo in Parodontologia?

Tutti quelli che hanno come obiettivo il mantenimento la salute dentale e Parodontale devono investire in questo trattamento.

La TPM ti consente di conservare i risultati più a lungo nel tempo.

La malattia Parodontale è cronica.

Non si risolve di certo con la bacchetta magica in un solo appuntamento.

Vanno tenuti controllati e monitorati i fattori di rischio nel tempo.

Per questo la Terapia Parodontale di mantenimento rappresenta l’unica soluzione efficace per il raggiungimento della tua salute dentale e Parodontale.

Che differenza c’è tra “pulizia dei denti” e la TPM?

  • Controllo
  • Continuità
  • Risultati

La pulizia dei denti è una manovra fine a sé stessa e non è un atto terapeutico.

Nella terapia parodontale di mantenimento invece il paziente è inserito in un sistema di controlli.

Sono monitorati gli indici di placca e di sanguinamento finché non rientrano nei valori di salute.

Il paziente è seguito in modo scrupoloso e continuativo.

Vengono controllati i miglioramenti e corretti gli errori.

Solo in questo modo si ha la possibilità di controllare il lavoro eseguito così che il paziente non è mai abbandonato a sé stesso.

Non esiste terapia se non c’è controllo nel tempo.

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