Impronta dentale: cos’è, come prenderla e come evitare nausea, vomito e senso di soffocamento

Hai mai avuto bisogno di farti prendere l’impronta dentale? Se sì, sai di cosa si tratta (e forse l’idea non ti piace nemmeno un po’, vedremo perché). In caso contrario, ne parleremo qui e scopriremo alcuni aspetti interessanti di questa procedura.

Cosa è e a cosa serve una impronta dentale?

L’impronta dentale altro non è che un calco dentale, cioè una riproduzione fedele delle arcate dentali o di una sezione di arcata dentale. Il modello che si ricava sarà utilizzato per realizzare protesi dentali e apparecchi ortodontici, a seconda delle necessità del paziente o della paziente.

Infatti, per praticare alcuni interventi odontoiatrici, il dentista può prendere un calco delle arcate dentali del paziente da inviare all’odontotecnico che progetterà il manufatto necessario, realizzato in laboratorio (può trattarsi di corona, intarsio, ponte, dentiera, faccette, apparecchio fisso o mobile).

Perché prendere bene l’impronta dentale è importante?

Questa procedura serve, per esempio, in alcuni casi di ortodonzia, nella costruzione delle protesi, negli impianti. Il calco dentale consente di capire come siano posizionati i denti o la forma del palato e delle gengive, dunque permette di stabilire con esattezza il trattamento odontoiatrico o far realizzare il manufatto protesico sulle reali necessità del paziente.

Come si realizza l’impronta dentale e quanto dura questa pratica?

Ecco le procedure di acquisizione dell’impronta dentale:

Metodo normale tradizionale

Prevede l’utilizzo di un particolare “cucchiaio da impronta”, al cui interno viene inserita una pasta morbida (di solito alginato o silicone). Indurendosi, questo materiale crea il calco delle arcate dentali.

Come funziona, esattamente? Il dentista inserisce la pasta morbida (alginato o silicone) in un cucchiaio con la forma di arcata, nel quale il paziente affonda i denti.

In base al materiale impiegato, è necessario attendere da 4 a 6 minuti, fino a quando la pasta sarà solidificata. Questa pratica provoca spesso qualche fastidio e disagio ai pazienti (tra poco capiremo perché).

Metodo digitale

In questo caso è impiegato uno scanner intraorale il quale, tramite un sistema ottico ad alta precisione, “legge” i tessuti orali (denti e gengive) e consente di ottenere un’immagine in 3D dell’arcata dentale completa o della porzione interessata. Lo scanner intraorale si configura come un manipolo alla cui estremità è situato il lettore ottico che consente di rilevare i tessuti.

Il dentista fa passare lo scanner sull’arcata interessata o su una sua sezione; viene generata un’immagine virtuale visibile sul monitor di un computer, in modo che il professionista possa accertare in tempo reale l’esattezza del modello. L’acquisizione dell’immagine digitale varia in base dalla porzione di denti da scansionare, ma dura comunque poco, anche meno di un minuto.

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Tecnica della doppia impronta

Quando sono richiesti lavori protesici con esigenze estetiche elevate, è molto importante ottenere impronte dentali che riproducano alla perfezione non solo forma e posizione dei denti, ma anche forma e posizione dei tessuti molli. In queste evenienze, è impiegata una procedura nota come“tecnica a doppia impronta”, così chiamata perché prevede proprio una doppia rilevazione delle impronte dentali.

Il primo passaggio consiste nel rilevare la prima impronta usando una pasta morbida sulla quale viene stesa una pellicola trasparente; questa pellicola serve per riservare alla seconda impronta lo spazio occupato dalla pasta.

In seguito, il dentista rimuove la pellicola trasparente e con una siringa particolare riempie di nuovo il cucchiaio da impronta con un materiale piuttosto fluido, senza rimuovere la pasta precedente, già indurita.

Prendere l’impronta dentale è doloroso e fa male?

Prendere un’impronta dentale non comporta alcun fastidio di per sé. Tuttavia, ogni paziente possiede una diversa sensibilità. In alcuni casi, possono insorgere almeno tre problemi:

  1. Fastidio dovuto al sapore e all’odore del materiale molle. I materiali impiegati hanno infatti un odore e un sapore poco gradevoli. La sensazione provata dai pazienti è spesso fastidiosa, soprattutto perché questi materiali devono permanere nella bocca per alcuni minuti, aggravando il senso di disgusto.
  2. Fastidio dovuto ai tempi di permanenza. Il materiale usato per il calco deve indurire lentamente, per rispettare precisi standard di precisione. Se ciò ne garantisce la qualità, al contempo peggiora il fastidio del paziente che per diversi minuti deve tenere in bocca la pasta e i cucchiai da impronta.
  3. Senso di vomito e soffocamento. Per tutti i pazienti con un riflesso del vomito (riflesso emetico) particolarmente acuto, la presa delle impronte diventa un disagio vero e proprio, con possibili conati di vomito durante tutta la procedura di rilevazione, e l’istinto di togliersi di bocca il materiale. Anche per i pazienti con problemi di claustrofobia, la rilevazione delle impronte dentali diventa problematica, perché può causare uno sgradevole senso di “chiusura” e soffocamento.

Perché la presa delle impronte può causare conati di vomito?

Si tratta di una reazione legata alla sensibilità individuale ma è anche un meccanismo di difesa messo in atto dal proprio organismo, quando percepisce la presenza di un corpo estraneo e fastidioso. Infatti, i muscolisi contraggono involontariamente nel tentativo di espellere tale corpo estraneo. Questo meccanismo si innesca anche quando il dentista inserisce nella bocca il supporto a cucchiaio per l’impronta.

Inoltre, c’è anche una ragione collaterale. Molti di noi hanno una vera e propria fobia del dentista, e la sola idea di sottoporsi a un trattamento odontoiatrico provoca ansia e malessere: il senso di nausea è spesso correlato allo stress, e può acuirsi durante la rilevazione delle impronte dentali, a causa della sensazione di corpo estraneo e occlusione all’interno della bocca.

Come evitare i conati di vomito? Ecco 3 consigli e una soluzione definitiva

La sensazione di vomito è davvero sgradevole, e non ce la meritiamo! Per fortuna, è possibile adottare alcuni stratagemmi per controllare i conati. Vediamo tre consigli pratici:

  1. Distrarsi mentre si aspetta. È importante riuscire ad alleggerire la leggera tensione che potrebbe infastidirci nell’attesa. Mentre si è in sala d’aspetto, fare qualche attività pratica e non impegnativa può contribuire a rilassarsi e liberare la mente: sfogliare una rivista, scrollare il feed di Instagram (sì, se è d’aiuto a distrarsi è concesso!), ascoltare un po’ di musica con gli auricolari, chiacchierare con qualche altro paziente se si ha la possibilità, fare qualche bel respiro profondo.
  2. Distrarsi durante la procedura. Se proprio non siamo riusciti a rilassarci in sala d’attesa, proviamo a fare training autogeno e a pensare a qualcosa di piacevole per il tempo di rilevazione delle impronte dentali. Spostare l’attenzione su altro ci consentirà di non concentrarci troppo sulla paura di avere i conati di vomito e sul disagio stesso.
  3. Respirare con il naso. Nel lasso di tempo necessario affinché l’alginato o silicone si modelli sulla propria arcata dentale, è importante imparare a respirare con il naso, per non andare in apnea, peggiorando, tra l’altro, la situazione di disagio.
  4. Un’alternativa validissima: le impronte dentali digitali. Ottima notizia: i conati di vomito correlati all’impronta dentale potrebbero non essere più un problema. Infatti, negli ultimi anni, sempre più studi dentistici si stanno avvalendo di una nuova tecnologia per realizzare le impronte dentali. Sono impronte dentali digitali realizzate mediante una mini telecamera inserita nella bocca (scanner intraorale); le informazioni sono poi trasferite a un software, che le elabora consentendo la realizzazione di un calco perfettamente rispondente alla propria arcata dentale. Con questo metodo, la procedura è più semplice e veloce e non comporta alcun disagio per i pazienti. In questo video parlo proprio dell’impronta dentale digitale, per dire addio al riflesso emetico e all’”ansia da impronta” che ti perseguita ogni volta:

Impronta dentale digitale: come funziona?

Come abbiamo visto poco fa, con l’impronta dentale digitale finisce un incubo! Infatti, oggi la tecnologia ci mette a disposizione uno scanner che può essere utilizzato all’interno della bocca, chiamato “scanner intraorale”.

Questo scanner utilizza puntali molto sottili che consentono di rilevare le impronte dentali in modo digitale, tramite una semplice fotografia. In particolare, facendo scorrere lo scanner sui denti, il software “scatta” migliaia di fotografie al secondo, che vengono in seguito ricomposte dal computer realizzando l’immagine tridimensionale delle arcate dentali. Dunque, lo scanner intraorale consente di:

  • Rilevare l’impronta solo nelle aree in cui sono presenti i denti, evitando le zone sensibili del paziente che possono scatenare la sensazione di nausea, conati o soffocamento: non ci sono contatti con denti, lingua o mucose.
  • Acquisire dati preziosi in pochi secondi, senza provocare traumi ai pazienti (il tempo di acquisizione di ogni singolo fotogramma è 1/100 secondo).
  • Evitare i conati di vomito, perché il manipolo dello scanner ha una testa di circa 1 cm di diametro.

Insomma, con l’impronta dentale digitale il confort del paziente è notevole, il senso del vomito non viene mai stimolato e la procedura può essere interrotta e poi ripresa quando si preferisce. Il software memorizza le informazioni registrate, senza perderle.

L’utilità dell’impronta dentale digitale non è solo per il paziente, ma anche per l’odontoiatra, perché gli scanner intra orali di nuovissima generazione hanno raggiunto livelli di precisione impensabili fino a poco tempo fa, superando considerevolmente i risultati che si possono ottenere con le tecniche tradizionali.

Qual è il prezzo di un’impronta dentale?

Il costo di un lavoro di rilevazione delle impronte dentali può essere parecchio variabile in base, per esempio, al tipo di trattamento, allo studio dentistico al quale ci si rivolge. Ricorda che l’impronta dentale è un passaggio fondamentale per numerosi interventi odontoiatrici ed è importante affrontarla nella più totale tranquillità. Non esistono invece sensibili differenze di costo tra impronta dentale e impronta dentale digitale.

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    Simone Vaccari

    Simone Vaccari

    Si diploma in Odontotecnica con il massimo dei voti nel 1994, poi presso l’Università Degli Studi di Modena e Reggio Emilia si Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 1999 con la votazione di 110/110 e lode. Negli anni 2000 e 2001 frequenta diversi corsi di aggiornamento negli Stati Uniti e in particolare Los Angeles, California, dove ha la possibilità di appassionarsi e di apprendere le tecniche più moderne e innovative in tema di Estetica Dentale. Nel 2003 fonda a Modena lo Studio Vaccari dove esercita la libera professione dedicandosi prevalentemente alla protesi adesiva ed all'estetica dentale. Relatore a numerosi corsi e congressi in Italia e all’estero, è considerato un punto di riferimento internazionale sul tema delle faccette dentali in ceramica.

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