Sembra talco ma non è… serve a darti l’allegria

Simone Vaccari Francesco Bernardelli SEMBRA TALCO MA NON E SERVE A DARTI LALLEGRIA

La polvere indolore per la cura delle malattie parodontali

In articoli precedenti abbiamo dato i numeri della parodontite.
E’ opportuno ribadirli.
La parodontite è una malattia cronica molto frequente nella popolazione.
Al mondo si stima che ci siano 743 milioni di individui affetti dalla malattia che è la prima causa di perdita dei denti.
In Italia si stimano siano 20 milioni gli individui affetti e 8 milioni in cui la malattia è presente in forme gravi (circa il 15%).
La parodontite raggiunge un picco di insorgenza intorno ai 40 anni.
Ad oggi possiamo, secondo le ultime stime, stabilire che 1 italiano su 2 sopra i 40 anni presenti segni di malattia.
All’aumentare dell’età la prevalenza della malattia nella popolazione cresce; in effetti sopra i 65 anni 2 individui su 3 ne sono affetti.
Questi dati sono sufficienti a comprendere la portata del problema.

Si può curare questa malattia?

Ci sono studi che dimostrano che la malattia parodontale si può curare con successo con le terapie convenzionali ottenendo risultati duraturi nel tempo.
Uno dei punti chiave è l’eliminazione o la riduzione dei batteri presenti nella placca che si deposita sulla superficie dei denti o sul tartaro.
Altri studi dimostrano chiaramente come il paziente che si sottopone ai controlli periodici con precisione e regolarità abbia altissime possibilità di salvare i propri denti per tanti anni.

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Quali sono le cure?

La terapia convenzionale prevede la rimozione meccanica della placca e del tartaro attraverso strumenti manuali o meccanici (sonici o ultrasonici). Al paziente è poi affidato il compito di tenere sotto controllo la placca a casa attraverso un’igiene orale accurata.

Esistono sistemi innovativi ed indolori?

Da diversi anni sono stati introdotte tecniche alternative per l’eliminazione del biofilm batterico che colonizza la superficie dentale.
Una delle più innovative prende il nome di air-polishing.
Questo sistema, completamente indolore, sfrutta un getto di aria compressa, acqua e una serie di polveri.
Queste polveri hanno caratteristiche differenti in termini di caratteristiche della polvere e diametro delle particelle.
A seconda della sostanza erogata e della granulometria (intesa come grandezza della particella) vengono gestite le diverse situazioni cliniche.

Il principio dell’air-polishing sfrutta l’energia cinetica delle particelle creata da un flusso di aria compressa. Questa energia a contatto con la superficie del dente viene dissipata e si genera un’azione molto delicata ma estremamente efficace di rimozione del biofilm.
La contemporanea liberazione di un getto d’acqua favorisce il lavaggio continuo della zona trattata ed impedisce che la fuoriuscita della polvere venga dispersa.

Attualmente le polveri utilizzate sono a base di:

  • bicarbonato di sodio
  • glicina 
  • eritritolo.

Il bicarbonato di sodio rimuove efficacemente il biofilm batterico sopragengivale e le macchie sulla superficie dentale e viene utilizzato principalmente sullo smalto.
La glicina ha un potere di abrasività inferiore e per questo motivo (con adeguata granulometria) può essere utilizzata anche sulla superficie radicolare (dentina e cemento).
La stessa glicina (nelle sue formulazioni a granulometria più ridotta) e l’eritritolo possono essere utilizzati, in particolare quello di ultima generazione, anche a livello sottogengivale.
L’applicazione all’interno del solco gengivale avviene attraverso l’applicazione di appositi augelli di erogazione.
La metodica è completamente indolore e rapida e la sua efficacia è comprovata da diversi studi clinici.

Conclusioni

La letteratura scientifica ha stabilito che la terapia convenzionale associata all’air polishing rappresentano una soluzione molto efficace.

Le polveri sono in via definitiva da considerarsi come un prezioso alleato ed uno strumento aggiuntivo alla terapia meccanica.

Voglio sottolineare che non possono essere considerate una alternativa alla terapia meccanica sia essa manuale o ultrasonica, ma di sicuro un prezioso alleato. 

›› Nel caso volessi approfondire l’argomento o semplicemente chiarire ulteriori dubbi, ti invito a contattare lo 0592929631 e fissare un appuntamento con il nostro esperto di Parodontologia il Dr. Francesco Bernardelli.

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    Francesco Bernardelli

    Francesco Bernardelli

    Esperto di malattie Parodontali

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