Perché i denti si spostano e come si può rimediare?

Hai per caso notato, nell’ultimo periodo, che uno o più denti si sono spostati dalla posizione originale? Se la risposta è sì, questo articolo fa per te: ti spiegherò perché i denti si spostano, quali sono le cause e le possibili soluzioni.

Non devi temere, perché è un problema quotidiano di molti pazienti: siete in tanti! Questa situazione crea spesso disagio e preoccupazione, addirittura ansia, perché a volte lo spostamento è molto evidente. Questa condizione colpisce sia i giovani, sia le persone adulte. Scopriamo insieme di più sui denti che si muovono.

Movimenti fisiologici e movimenti patologici: quali differenze?

Premessa doverosa: i denti tendono a spostarsi in modo del tutto fisiologico. Se prendessimo una impronta dentale all’età di 40 anni e la confrontassimo con una impronta dentale presa a 60 anni di età, noteremmo che la posizione degli elementi dentali in generale è mutata.

È naturale che ciò accada: il cambiamento fisiologico è molto lento nel tempo e generalmente riguarda tutti gli elementi dentali allo stesso modo, una sorta di spostamento di gruppo che non deve destare preoccupazioni. Si tratta di movimenti impercettibili che non sono minimamente apprezzabili nel breve periodo dal paziente o dal dentista.

Invece, quando i movimenti sono patologici? Avvengono in modo rapido e riguardano uno o piccoli gruppi di denti, magari in aree particolari, e il paziente è in grado di osservarli nell’arco del breve tempo. Movimenti rapidi e localizzati di piccoli gruppi di elementi dentali sono perciò da considerarsi problematici e richiedono analisi più approfondite.

Quali sono le conseguenze dei denti che migrano?

Possiamo individuare cinque conseguenze che vediamo brevemente insieme:

1. Conseguenze di natura estetica 

Denti sporgenti, accavallati, affollamenti dei denti anteriori e inferiori; canini superiori che tendono a sporgere verso le guance, sono tutte situazioni possibili. L’estetica del sorriso risulta compromessa e preoccupa più frequentemente i pazienti che si rivolgono a noi.

2. Conseguenze di natura biomeccanica masticatoria 

I denti che assumono posizioni diverse possono causare problemi di masticazione, rendendola più difficoltosa, e risulterà difficile anche addentare il cibo.

3. Problematiche di occlusione

I denti che si spostano possono alterare il normale equilibrio masticatorio e occlusale tra arcata superiore e inferiore, alterando le normali situazioni di equilibrio tra le due arcate.

4. Possibile presenza di precontatti dentali

In questo caso, il rapporto tra le due arcate dentarie in occlusione non avviene contemporaneamente tra tutti i denti antagonisti (cioè i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore non si toccano contemporaneamente, come dovrebbe avvenire), ma solo in uno o pochi punti.

I precontatti sono da seguire con attenzione perché sono spesso responsabili di patologie a livello articolare e di natura muscolare; i pazienti possono riscontrare problemi ai muscoli masticatori e ai muscoli cervicali.

5. Morsicature frequenti a guancia o lingua

Sono frequenti le masticature della parte esterna del vestibolo delle guance e possono essere di due tipi: quelle dolorose e fastidiose di cui ci accorgiamo, oppure le morsicature croniche, tipiche dei denti del giudizio o dei denti posteriori (primi e secondi molari) che si sono spostati.

Queste ultime non sono notate dal paziente, ma si osservano solo al momento dell’ispezione dentale, perché sono presenti alterazioni delle mucose. Il continuo insulto della mucosa orale può provocare delle neoformazioni da tenere sotto controllo.

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Perché i denti si spostano? Ecco le cause

Dopo aver visto le conseguenze della migrazione dentale, proviamo a risalire alle cause. Sono sostanzialmente tre: parodontite, malocclusioni e abitudini viziate. Analizziamole insieme una per una.

1. PARODONTITE

È una malattia infiammatoria cronica di origine batterica che colpisce il parodonto, cioè il tessuto di sostegno del dente formato da gengiva, osso alveolare, legamento parodontale e cemento radicolare; queste strutture mantengono il dente in sede nella cavità orale. Se queste strutture che tengono il dente saldo in bocca si ammalano, il dente perde sostegno e di conseguenza può essere soggetto a migrazioni.

La parodontite è una delle prime cause di migrazione dentale soprattutto nella persona adulta. Se noti sanguinamento gengivale e spostamento dei denti, non esitare a rivolgerti al tuo odontoiatra per una diagnosi tempestiva, perché la parodontite è una malattia subdola e non dà subito segni di sé.

2. MALOCCLUSIONI

Si tratta di rapporti occlusali non corretti tra l’arcata superiore e quella inferiore. In questo caso, i denti sottoposti ad anomale forze masticatorie o di contatto possono migrare. Le malocclusioni sono tipiche dell’adolescente.

3. ABITUDINI VIZIATE

Una di queste è l’interposizione della lingua tra i denti. La lingua, così come le labbra e le guance, è un muscolo molto potente, in grado di esercitare una pressione di diversi chili per centimetro quadrato, e di conseguenza può causare lo spostamento degli elementi dentali.

Altre abitudini viziate sono la suzione del dito, l’onicofagia (mordersi le unghie), o anche l’abitudine di mordicchiare oggetti, magari quando siamo sovrappensiero o concentrati (è tipico mordicchiare una penna, una matita). Interporre oggetti può causare il movimento dentale.

Denti che si spostano: quali sono le possibili soluzioni?

Dopo aver visto le cause della migrazione dentale, parliamo delle soluzioni a questo problema.

Soluzioni in caso di parodontite

Nel caso della parodontite, la prima cosa da fare è un’adeguata diagnosi, dopodiché il paziente si affiderà a un esperto di parodontologia per ricevere una terapia adeguata, risolvere il processo infiammatorio e restituire maggiore stabilità all’apparato di sostegno.

Gran parte del tessuto di supporto perso non potrà essere rigenerato. Tuttavia, la risoluzione del processo infiammatorio localizzato genera solitamente un grande recupero dell’attacco parodontale e un aumento della stabilità degli elementi dentali. Una volta che la parodontite è stata curata, per riportare i denti nella posizione originale, il paziente può sottoporsi a un trattamento ortodontico.

La parodontite va curata prima del percorso ortodontico: ecco perché

Apriamo una parentesi per fare una considerazione importante. Sono tanti i casi in cui il paziente parodontale intraprende un percorso ortodontico senza prima aver trattato adeguatamente la parodontite.

Le conseguenze, in questo caso, sono abbastanza severe, poiché hanno luogo contemporaneamente due processi infiammatori: l’infiammazione dovuta alla parodontite e il processo infiammatorio che si innesca con il trattamento ortodontico di riallineamento dei denti. Spieghiamo meglio.

Con lo spostamento dentale ortodontico per riallineare i denti, ha luogo un processo infiammatorio indotto dall’apparecchio stesso. Questo accade perché l’apparecchio ortodontico imprime delle forze e delle pressioni sulle strutture dento-alveolari, necessarie affinché i denti si riposizionino in maniera ottimale.

E proprio per questa ragione, si creano processi di riassorbimento osseo e produzione di matrice ossea a seconda del movimento ortodontico impostoper riposizionare i denti, e tutto questo risponde a precisi criteri e calcoli dell’ortodonzista: ecco spiegato come e perché si spostano i denti con l’apparecchio.

Il processo infiammatorio avviene attraverso la liberazione di un mediatore chimico, l’interleuchina 6; infatti, lo stimolo ortodontico induce il rilascio del fattore infiammatorio.

Purtroppo, il mediatore chimico di cui abbiamo parlato attiva ulteriormente i processi infiammatori, per cui il paziente parodontale sottoposto a un trattamento ortodontico è soggetto a una massiva azione infiammatoria, tale da provocare danni irreversibili. Il consiglio è curare prima la parodontite e, solo dopo la risoluzione del processo infiammatorio, sarà possibile eseguire un trattamento ortodontico.

Soluzioni in caso di malocclusione

Qui il problema è di natura ortodontica. Se siamo in presenza di rapporti non armonici tra le due arcate, sarà necessario rivolgersi all’ortodontista per cercare di riequilibrare la posizione corretta degli elementi dentali.

Occorrerà individuare il corretto equilibrio e avvalersi di adeguati strumenti ortodontici per bilanciare la posizione degli elementi dentali. Parlando di ortodonzia, di sicuro ti sarà venuto in mente l’apparecchio! Ho una buona notizia per te: oggi è possibile compiere gran parte dei trattamenti ortodontici con dispositivi invisibili (ortodonzia linguale o allineatori trasparenti).

Soluzioni alle abitudini viziate

Possono essere individuate dall’odontoiatra, che dovrà sensibilizzare il paziente; sarà il paziente stesso, nel proprio quotidiano, a dover limitare il più possibile l’azione viziata responsabile della migrazione dentale. A volte, è sufficiente informare e sensibilizzare il paziente perché riesca ad autodisciplinarsi.

Altre volte, soprattutto per la posizione anomala della lingua durante la deglutizione, è possibile ricorrere all’aiuto di un logopedista per fare una ginnastica riabilitativa e riportare la lingua in condizioni adeguate.

Altre volte ancora, nel caso di abitudini più radicate nel paziente, soprattutto di natura psicologica, un percorso terapeutico può essere la scelta ideale per ridurre e risolvere il problema.

Denti che si spostano dopo l’apparecchio: la recidiva ortodontica

Alcune persone notano i denti che si spostano dopo aver tolto l’apparecchio. Sono tutti quei pazienti che si sono sottoposti a un trattamento ortodontico, ma dopo qualche anno osservano che i denti si sono spostati o addirittura sono tornati nella posizione di partenza.

È capitato anche a te di pensare “Ho tolto l’apparecchio ma non mi piaccio!” perché i denti si sono nuovamente spostati? Sono davvero tanti i pazienti delusi dal trattamento ortodontico effettuato qualche anno prima e che hanno visto svanire i risultati raggiunti.

Quali pazienti ne sono maggiormente colpiti?

Possono essere coinvolti i pazienti giovani che hanno effettuato un trattamento in età adolescenziale (dalla terza media circa alla terza- quarta superiore) ma che da adulti, già intorno ai 25-30 anni, vedono i denti migrare.

Possono essere interessati anche i pazienti adulti che hanno effettuato un trattamento ortodontico già dopo i 20 anni di età e che, malgrado l’ottimo risultato raggiunto, vedono svanire i risultati nell’arco degli anni seguenti.

Quali sono le cause della recidiva ortodontica?

Cosa fare in caso di recidiva ortodontica? È necessario uno studio molto attento per capire la causa che ha determinato l’insuccesso del primo trattamento, correggere la situazione e agire per ottenere un risultato soddisfacente. Le cause della recidiva ortodontica sono almeno quattro, vediamole insieme:

1. Mancanza di spazio nel mascellare (caso estrattivo)

Circa il 30% dei trattamenti ortodontici è eseguito per la mancanza di spazio. Spesso, quindi, si osservano malocclusioni perché i denti hanno cercato di sistemarsi all’interno del mascellare, che però non aveva sufficiente spazio per alloggiare tutti i denti: infatti, a volte i denti sono molto grandi o è troppo piccolo il mascellare oppure entrambe le situazioni.

Per ovviare al problema, bisogna per forza ricorrere all’estrazione (questa problematica riguarda il 30% dei pazienti caucasici); si devono sacrificare i quattro premolari per cercare di allineare in modo corretto gli elementi dentali residui. Se si evita l’estrazione, spesso per reticenza o timore del paziente stesso, la recidiva ortodontica è piuttosto frequente.

2. Malposizione dei denti o delle basi scheletriche (caso chirurgico)

La malocclusione dentale e la mal posizione degli elementi dentali possono essere riconducibili a due situazioni: i denti sono mal posizionati ma le basi scheletriche (mascellare superiore e mascellare inferiore) sono corrette; altre volte sono le basi scheletriche stesse ad avere posizioni nello spazio non adeguate.

I denti sono posti nell’osso alveolare, la porzione delle ossa mascellari: Se l’osso mascellare (superiore, inferiore o a volte entrambi) ha una posizione scorretta, anche i denti avranno delle posizioni scorrette. Se in questi pazienti cerchiamo di allineare i denti con basi scheletriche inadeguate, la recidiva ortodontica è frequente.

In questi casi, la strada perseguibile è di natura ortodontico-chirurgica, oppure esistono compromessi senza ricorrere alla chirurgia, ma deve essere spiegato sin dall’inizio quali risultati si possono ottenere, in modo da evitare sorprese spiacevoli.

3. L’”incastro” tra le due arcate non è corretto

I denti, occludendosi e incastrandosi tra di loro, generano una perfetta stabilizzazione della posizione nel corso del tempo. Se questo ingranaggionon è creato correttamente alla fine del trattamento ortodontico, è naturale che i denti si spostino.

Cosa fare in queste situazioni? Alla base di tutte queste tre condizioni c’è una cattiva diagnosi, quindi non è stato riconosciuto il vero problema e non è stato possibile risolverlo durante il trattamento. Purtroppo, ancora oggi, tanti trattamenti ortodontici sono effettuati con molta superficialità: alcuni colleghi stabiliscono il trattamento già osservando una panoramica, ed è sbagliatissimo!

Lo studio ortodontico deve essere effettuato con grande attenzione e precisione, è necessario fare osservazioni e raccogliere dei dati. La diagnosi deve essere effettuata correttamente, in modo da sapere subito quali siano le possibilità e i limiti. Inoltre, ogni possibile risultato deve essere sottoposto al paziente prima di praticare il trattamento, in modo che non ci siano sorprese sgradite post trattamento.

4. Mancata contenzione ortodontica

Accade quando il paziente si dimentica di indossare il dispositivo di correzione ortodontica (molto spesso si tratta dell’ortodonzia invisibile). In questo caso, la responsabilità è del paziente stesso. La contenzione ortodontica fa parte di un trattamento ortodontico: prima del trattamento, si stabilisce il tipo di contenzione e dovrà essere premura del paziente stesso farne uso: molti pazienti se ne dimenticano nel corso del tempo!

Spero che questo contributo ti sia stato utile e sia servito a tranquillizzarti, se hai notato che i tuoi denti si sono spostati: non esitare a rimediare quanto prima! Inoltre, io e il mio staff siamo a disposizione per chiarire qualunque altro tuo dubbio.

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    Simone Vaccari

    Simone Vaccari

    Si diploma in Odontotecnica con il massimo dei voti nel 1994, poi presso l’Università Degli Studi di Modena e Reggio Emilia si Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 1999 con la votazione di 110/110 e lode. Negli anni 2000 e 2001 frequenta diversi corsi di aggiornamento negli Stati Uniti e in particolare Los Angeles, California, dove ha la possibilità di appassionarsi e di apprendere le tecniche più moderne e innovative in tema di Estetica Dentale. Nel 2003 fonda a Modena lo Studio Vaccari dove esercita la libera professione dedicandosi prevalentemente alla protesi adesiva ed all'estetica dentale. Relatore a numerosi corsi e congressi in Italia e all’estero, è considerato un punto di riferimento internazionale sul tema delle faccette dentali in ceramica.

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