Vuoi sbiancare un dente devitalizzato? Ecco di cosa si tratta, come si fa e perché può essere necessario

Ti trovi nella situazione di dover sbiancare un dente devitalizzato e hai qualche perplessità? Niente paura: se pensi sia una procedura complicatissima e dolorosa, sei fuori strada e sono qui per tranquillizzarti.

Lo sbiancamento di un dente devitalizzato è una metodologia odontoiatrica che fa parte dei trattamenti di estetica dentale eseguiti da uno specialista in estetica dentale. Prima di iniziare, potrebbe essere di tuo interesse sapere che lo sbiancamento dentale è un trattamento utileed efficace in alcuni casi di macchie sui denti.

A breve, ti spiegherò tutto quello che ti occorre sapere sullo sbiancamento di un dente devitalizzato e sui motivi che potrebbero rendere necessaria questa pratica.

 

Per cominciare, un chiarimento veloce sulla devitalizzazione del dente

Spendiamo due parole sulla devitalizzazione propriamente detta. Cosa significa devitalizzare un dente? Col termine “devitalizzazione” ci riferiamo alla rimozione del fascio vascolo-nervoso che si trova all’interno del dente.

Infatti, nella polpa dentaria, sia nella corona che nella radice, è presente un fascio vascolo-nervoso, ricco di vasi sanguigni, vasi linfatici e terminazioni nervose.

Dunque è possibile affermare che il fascio vascolo-nervoso assicuri il corretto“nutrimento” e la sensibilità a ciascun elemento dentale.

Ricorda, infatti, che un dente sano è vivo e vitale, perciò “sente”: ad esempio, quando bevi un liquido freddo e provi fastidio, è perché i tuoi denti sono vitali e fisiologicamente innervati.

Inoltre, la devitalizzazione comprende solitamente anche altre fasi, come ad esempio la disinfezione del canale e l’otturazione tridimensionale dello spazio rimasto vuoto, affinché non diventi ambiente ideale per i batteri.

La devitalizzazione di un dente può essere necessaria sia in caso di carie, sia in caso di traumi di diversa origine (masticatoria o accidentale). Ho parlato diffusamente di tutto questo e di molto altro in un articolo sulla devitalizzazione dei denti.

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Quali caratteristiche vengono a mancare in un dente devitalizzato?

Quando si asporta il fascio vascolo-nervoso del dente, viene rimosso un vero e proprio fascio vascolare e linfatico che ha il compito di irrorare e mantenere idratato l’elemento dentale.

Con l’asportazione di questa fonte di nutrimento naturale, il dente diventa meno flessibile e dunque non più in grado di sopportare adeguatamente i frequenti carichi masticatori cui è sottoposto.

Perciò, un dente non vitale perde tutte le caratteristiche biomeccaniche tipiche di un dente vitale, ed è più fragile e vulnerabile a sollecitazioni e carichi esterni.

 

Perché può essere necessario sbiancare un dente devitalizzato?

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, la tecnica di sbiancamento di un dente devitalizzato è una procedura odontoiatrica che rientra nell’ambito dell’estetica dentale. Tale procedimento si effettua sui denti non più vitali.

Perché è utile questo trattamento? Nel corso del tempo, un dente devitalizzato ha molte probabilità di scurirsi e perdere il proprio tono luminoso, determinando una discromia rispetto al colore degli altri denti: non molto gradevole a vedersi!

Lo sbiancamento del dente devitalizzato consente direcuperare la cromia del dente, uniformando il colore a quello di tutti gli altri elementi dentali.

 

Perché un dente devitalizzato si scurisce nel tempo?

Spesso, dopo una devitalizzazione, il dente assume una pigmentazione scura per queste ragioni:

  • Residui di qualche traccia ematica rimasta nei canali;
  • Permanenza di esigui residui di nervo in decomposizione.

Infatti, ricorda che, come abbiamo visto, nel dente devitalizzato viene meno la componente di irrorazione e nutrimento: per questa ragione, anche la cromia del dente tende a modificarsi, diventando più scura. Si tratta di un processo naturale, che avviene nel tempo.

Una piccola nota: in fase di devitalizzazione, i materiali inseriti nei canali radicolari sono talvolta responsabili di un cambiamento cromatico precoce del dente, anche nell’arco di pochi mesi.

Perciò, prima di praticare la devitalizzazione, è importante fare una valutazione scrupolosa dei materiali impiegati, evitando quelli che possono causare modificazioni cromatiche e rimandando l’insorgenza di questo problema estetico.

C’è da dire che i trattamenti endodontici moderni e i nuovi materiali impiegati consentono di limitare il rischio di sgradevoli discromie premature e pigmentazioni antiestetiche.

 

Come sbiancare un dente non vitale? 

Cosa è possibile fare per sbiancare il dente devitalizzato? Si può eseguire uno sbiancamento tradizionale (tecnica del walking bleach), utile a rimuovere pigmentazioni intrinseche, e considerato un metodo molto valido, sicuro e confortevole per il paziente.

Come funziona? Si effettua un trattamento endocanalare: dopo aver aperto una piccola cavità nel dente stesso, nella parte interna del dente è inserito un prodotto sbiancante.

La sostanza schiarente viene lasciata in situ, cioè all’interno del dente, provvisoriamente richiuso. La procedura viene ripetuta fino a correggere definitivamente la colorazione del dente, in non oltre cinque sedute.

Non appena l’elemento dentale sarà sbiancato, fino a raggiungere la cromia adeguata, il dente sarà chiuso con materiale da otturazione definitivo. Ripetendo questa procedura, si riesce a ripristinare la colorazione naturale del dente.

Questo trattamento è indicato specialmente per il settore anteriore, e cioè sugli incisivi centrali, laterali o i canini superiori.

Nei settori posteriori (cioè molari e premolari), non sempre lo sbiancamento interno è la tecnica più indicata. Qui l’alterazione della cromia è solitamente a uno stadio piuttosto avanzato, perché posteriormente il problema estetico si nota meno.

In questa situazione, l’associazione di sbiancamento interno ed esterno non è più la soluzione migliore, ma è preferibile ricoprire il dente con una capsula o una corona dentale in ceramica, per avere un più soddisfacente controllo dell’aspetto estetico.

 

Una combinazione efficace: sbiancamento tradizionale e trattamento domiciliare

Le variazioni cromatiche tendono a essere recidivanti nel tempo; perciò, i trattamenti possono essere ripetuti, anche perché poco traumatici e non troppo dispendiosi. Un risultato efficace e soddisfacente si ottiene con l’integrazione di trattamenti differenti.

La procedura prevede quindi uno sbiancamento endocanalare per ottenere un cambiamento evidente del croma iniziale, seguito da un trattamento di sbiancamento domiciliare di mantenimento nel tempo.

Per ciò che riguarda lo sbiancamento esterno domiciliare, viene effettuato tramite l’applicazione di mascherine in silicone realizzate su misura dopo aver preso le impronte dentali.

All’interno delle suddette mascherine viene applicato il gel sbiancante fornito dallo studio odontoiatrico al paziente. Le mascherine manterranno il prodotto distribuito in modo uniforme a contatto con i denti, nelle ore serali o notturne.

 

…E le faccette dentali?

Sono sottilissime lamine in ceramica o in materiale composito, dello spessore di una lente a contatto, applicate sulla superficie esterna del dente.

L’applicazione delle faccette è utile a nascondere la pigmentazione scura, secondo necessità, con un impatto estetico notevole: infatti, le faccette restituiscono un sorriso naturale e una cromia armonica e omogenea della dentatura.

Le faccette dentali sono realizzate ad hoc, e la cromia dovrà essere adattata alla dentatura naturale. Sono necessarie delle prove estetiche preliminari per sincerarsi che il Successivamente, si procede alla cementazione delle faccette con un trattamento minimamente invasivo e dalla resa soddisfacente.

 

Lo sbiancamento di un dente devitalizzato è doloroso?

No, non si prova alcun dolore. Infatti, il dente coinvolto è devitalizzato, e perciò è insensibile a caldo e freddo, e alle sostanze impiegate per lo sbiancamento.

Inoltre, la strumentazione odontoiatrica ad alta precisione usata per la procedura di sbiancamento agisce localmente, dove occorre, per una esperienza assolutamente non traumatica del paziente.

 

Case history di denti devitalizzati e sbiancati: esempi di pazienti soddisfatti

Ti conosco: anche di fronte a spiegazioni esaustive, hai ancora qualche dubbio, e per te sarebbe davvero confortante constatare con i tuoi occhi i risultati dei trattamenti. Ti propongo quindi qualche immagine esplicativa.

 

Walking bleach

L’incisivo di sinistra ha una pigmentazione scura poiché è stato devitalizzato. In questo caso, ho utilizzato uno sbiancamento tradizionale con la tecnica del walking bleach di cui abbiamo parlato poco fa, indolore, sicura per il paziente e dal risultato efficace.

dente devitalizzato scuro prima

Prima

 

dente devitalizzato dopo sbiancamento walking bleach

Dopo

 

Come puoi notare, i denti si sono sbiancati, compreso quello devitalizzato, mantenendo un aspetto naturale, magari non perfetto, ma con grande soddisfazione del paziente (e nostra!). A fronte di un investimento economico accessibile, abbiamo ottenuto un risultato notevole: è proprio il caso di dire “poca spesa, tanta resa”!

 

Faccette dentali

Questo è un altro esempio di dente scuro (incisivo centrale di sinistra) prima e dopo il trattamento con faccette dentali.

Dente devitalizzato scuro prima

Prima

 

Dente devitalizzato dopo trattamento faccette

Dopo

Abbiamo visto che le faccette dentali sono sottilissime lamine in ceramica o materiale composito, dello spessore di una lente a contatto, perfette per ricoprire un dente pigmentato, con un effetto naturale e in perfetta armonia con gli altri elementi dentali.

Anche in questo caso, la procedura non è traumatica per il paziente, per una esperienza gradevole e dalla resa estetica efficace e più che soddisfacente.

Dopo aver visto insieme tutto ciò, spero di aver risolto le tue perplessità sullo sbiancamento di un dente devitalizzato. Inoltre, mi auguro che questo articolo ti sia d’aiuto per avere cura della tua salute orale, fondamentale tanto quanto la tua salute generale.

 

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    Simone Vaccari

    Simone Vaccari

    Si diploma in Odontotecnica con il massimo dei voti nel 1994, poi presso l’Università Degli Studi di Modena e Reggio Emilia si Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 1999 con la votazione di 110/110 e lode. Negli anni 2000 e 2001 frequenta diversi corsi di aggiornamento negli Stati Uniti e in particolare Los Angeles, California, dove ha la possibilità di appassionarsi e di apprendere le tecniche più moderne e innovative in tema di Estetica Dentale. Nel 2003 fonda a Modena lo Studio Vaccari dove esercita la libera professione dedicandosi prevalentemente alla protesi adesiva ed all'estetica dentale. Relatore a numerosi corsi e congressi in Italia e all’estero, è considerato un punto di riferimento internazionale sul tema delle faccette dentali in ceramica.

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