PARODONTITE E FUMO: IL FUMO FA MALE ALLE GENGIVE?

PARODONTITE E FUMO: IL FUMO FA MALE ALLE GENGIVE?

Una bella sigaretta fumata magari dopo il caffè è un piacere al quale molti Italiani non riescono proprio a rinunciare. Purtroppo però questa abitudine molto diffusa provoca gravi “effetti collaterali”.

I danni che il fumo di sigaretta – ma anche di sigaro, pipa, ecc. -, provoca all’apparato cardio-vascolare e respiratorio sono ben noti alla comunità. Risultano invece molto meno conosciuti i danni che il fumo può provocare all’interno del nostro cavo orale, anche se in effetti, il primo organo con cui il fumo viene a contatto è proprio la bocca.

In diversi anni di carriera ho potuto appurare che molti pazienti sono all’oscuro degli effetti nocivi che il fumo provoca ai tessuti di supporto del dente, quali: gengive, osso e legamento dentale. Ho quindi deciso di scrivere questo articolo per fare chiarezza sull’argomento.

Parodontite e fumo: esiste una correlazione diretta?

Sì, il fumo costituisce uno dei principali nemici della salute del parodonto.

Ci sono tantissime ricerche scientifiche in questo senso e tutte sono concordi nell’affermare con certezza gli effetti nocivi del fumo.

Per spiegare come ciò accada possiamo evidenziare ben tre meccanismi d’azione in cui il fumo risulta avere un effetto negativo.

  1. Riduce la circolazione locale favorendo l’alterazione dei tessuti.
    Il fumo determina calore e questo provoca una vasocostrizione ed una riduzione del numero dei vasi sanguigni. Questo si traduce in una minore ossigenazione dei tessuti con conseguente aumento della loro vulnerabilità.
  2. Favorisce la prevalenza di ceppi batterici più nocivi.
    I batteri presenti all’interno della bocca sono di varie specie. Il fumo contribuisce a determinare un incremento dei batteri “parodontopatogeni”, quelli più frequentemente coinvolti nella malattia.
  3. Altera la risposta immunitaria.
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Il fumo causa una riduzione delle cellule principalmente coinvolte nella risposta infiammatoria (polimorfonucleati e macrofagi) e ne diminuisce la capacità di attivare sistemi difensivi (come la fagocitosi). Inoltre, il fumo può causare un aumentato rilascio di interleuchina 1 e prostaglandine, che sono mediatori dell’infiammazione.

Questi effetti si traducono non solo in un aumento del rischio di sviluppare la malattia , ma nell’incapacità di controllo della stessa. Infatti, chi fuma ha risultati inferiori anche se viene trattato con le terapie parodontali che ad oggi si sono mostrate assolutamente affidabili e predicibili nel controllo della malattia stessa.

Smettere di fumare migliora la vita

Sì, avete capito bene: il fumatore, oltre a sviluppare più frequentemente la malattia parodontale (piorrea), risulta poi essere anche meno ricettivo alle eventuali terapie che oggi possiamo proporre.  È proprio per questo motivo che il dentista ha l’obbligo di informare il paziente, che ha a cuore la salute dei propri denti e delle proprie gengive, che è bene ridurre o addirittura eliminare questa abitudine. Il paziente che riesce a correggere, o meglio ad eliminare, il vizio del fumo ne trae un grande giovamento durante la terapia e negli anni a venire.

L’alleanza medico paziente gioca un ruolo fondamentale per il ripristino della salute ed il mantenimento a lungo termine della stessa.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento, non esitare a scrivermi a questo indirizzo segreteria@simonevaccari.it sarà mia premura risponderti al più presto.

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    Francesco Bernardelli

    Francesco Bernardelli

    Esperto di malattie Parodontali

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