Con l’Impronta Dentale Digitale finisce un incubo

By 25 Febbraio 2019Febbraio 22nd, 2021Approfondimenti, I consigli di Simone

Con l’Impronta Dentale Digitale finisce un incubo

L’avvento dell’impronta dentale digitale, chiude l’era delle impronte di precisione ottenute utilizzando paste maleodoranti dal sapore orribile e ingombranti cucchiai da tenere in bocca per circa 5 minuti, con conseguente senso di vomito e soffocamento.

Da un recente sondaggio è emerso un dato che mi ha profondamente colpito. Risulta, infatti, che uno dei momenti meno piacevoli per il paziente che intende sottoporsi a cure odontoiatriche, non è tanto legato alle terapie che si possono effettuare, come sarebbe legittimo pensare, ma al momento in cui viene presa l’impronta dentale di precisione.

La presa delle impronte è un momento fondamentale nell’avvio di un percorso di trattamenti odontoiatrici che, se ben eseguito, dà la possibilità di realizzare dei restauri di altissima precisone. Pertanto ho sempre messo la massima cura nell’esecuzione di questa manovra, ignorando però  che può rappresentare un momento di disagio per il paziente.

Di cosa si lamentavano i soggetti intervistati?

Di fatto, sono emersi tre fondamentali elementi di disagio:

  1. Il gusto e l’odore. I materiali utilizzati hanno un odore e un gusto veramente “poco gratificante”. E se pensiamo che devono permanere in bocca per diversi minuti, se ne deduce che la sensazione provata dal paziente non deve essere delle più piacevoli. Dato incredibile,  più il materiale è preciso, più disgustosa è la pasta!
  2. I tempi di permanenza. Il materiale utilizzato per il calco per rispecchiare canoni di alta precisone deve indurire lentamente. Se questo da una parte ne garantisce la qualità, dall’altra provoca un prolungato disconfort al paziente che per diversi minuti (solitamente da 4 a 6 min) deve tenere in bocca la pasta e i voluminosi cucchiai.
  3. Senso di vomito e soffocamento. Per tutti i pazienti con un riflesso del vomito molto accentuato il momento della presa delle impronte diventa un vero e proprio “incubo” in quanto, per tutta la durata della procedura, devono trattenere i conati di vomito e vincere l’impeto di togliersi il materiale dalla bocca. Anche per i pazienti claustrofobici la presa delle impronte dentali di precisione è un calvario, perché hanno la sensazione di soffocare, come se gli venisse tolto il respiro. È poi chiaro che se questi due disturbi si sommano, la voglia di andare dal dentista passa completamente.

Esiste, a mio avviso, anche una quarta categoria di pazienti, che non compare nel sondaggio sopra citato, e che è composta dai “piccoli pazienti”. I bambini infatti sono pazienti difficili a cui è difficile prendere le impronte, se si vuole mantenere una precisone di alto livello.

Da oggi posso dire che tutto questo appartiene al passato. I materiali da impronta tradizionali sono oramai stati sostituiti da dispositivi che permettono di prendere  l’impronta dentale digitale.

Hai bisogno di maggiori informazioni?

In cosa consiste l’impronta digitale?

Oggi la tecnologia ci ha messo a disposizione uno scanner che possiamo utilizzare all’interno della bocca, chiamato scanner intraorale. Questo scanner ha dei puntali molto sottili che permettono di rilevare le impronte dei denti in modo digitale facendone una semplice fotografia. Ad essere precisi, passando lo scanner sui denti il software esegue migliaia di fotografie al secondo che vengono poi ricomposte dal computer creando l’immagine tridimensionale delle due arcate dentali.

Quali sono i vantaggi che offre l’impronta dentale digitale?

Sono molteplici, ma ecco i più importanti:

  1. Non c’è contatto con i denti, con la lingua, con le mucose
  2. I puntali intra-orali sono di piccolissime dimensioni e non creano alcun disagio
  3. I tempi per prendere l’impronta dentale digitale sono brevissimi (solitamente 90 secc.)

Il confort per paziente è enorme, il senso del vomito non viene mai stimolato in quanto non esiste nessun contatto tra scanner e tessuti. In più, l’impronta può essere interrotta e ripresa quando si vuole. Il software memorizza e non perde le informazioni che sono state registrate.

La bella notizia non è solo per il paziente, ma anche per il dentista, perché gli scanner intraorali di ultima generazione hanno raggiunto standard di precisione precedentemente impensabili, che superando di gran lunga i risultati ottenibili con le tecniche tradizionali che utilizzano le paste.

Conclusioni

Lo scanner intraorale di cui si è dotato il nostro studio rappresenta un un grande passo avanti per tutti. Da una parte migliora la qualità lavoro mio e del mio team; e, dall’altra, permette a chi finora ha evitato le cure dentistiche e odontoiatriche per paura dei disagi derivanti dalla presa delle impronte di precisione eseguita utilizzando le paste tradizionali, di avere maggiormente cura della funzionalità e dell’estetica del proprio apparato dentale.

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    Simone Vaccari

    Simone Vaccari

    Si diploma in Odontotecnica con il massimo dei voti nel 1994, poi presso l’Università Degli Studi di Modena e Reggio Emilia si Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 1999 con la votazione di 110/110 e lode. Negli anni 2000 e 2001 frequenta diversi corsi di aggiornamento negli Stati Uniti e in particolare Los Angeles, California, dove ha la possibilità di appassionarsi e di apprendere le tecniche più moderne e innovative in tema di Estetica Dentale. Nel 2003 fonda a Modena lo Studio Vaccari dove esercita la libera professione dedicandosi prevalentemente alla protesi adesiva ed all'estetica dentale. Relatore a numerosi corsi e congressi in Italia e all’estero, è considerato un punto di riferimento internazionale sul tema delle faccette dentali in ceramica.

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