Se non leggi subito questo articolo potresti perdere tutti i denti

Forse non lo sai, ma se hai più di 38 anni hai il 50% di possibilità di essere affetto da parodontite, quella malattia subdola che conquista la sesta posizione sul podio delle 10 patologie più diffuse al mondo!

So benissimo a cosa stai pensando, nella tua testa in questo momento starai dicendo: “Io sto benissimo, non ho alcun sintomo, non mi potrà mai succedere nulla del genere”.

Eppure caro amico sappi che non sei salvo!

La parodontite è una malattia cronica di origine batterica che colpisce i tessuti di supporto del dente (gengive, osso, legamento).

Che tu ci creda o no nel nostro paese 20 milioni di persone ne sono affette, di cui 8 milioni in forma grave (il 15%).

Per farla breve colpisce 1 Italiano su 2 sopra ai 40 anni.

A livello mondiale è la sesta malattia più diffusa e colpisce circa 800 milioni di individui.

È una patologia asintomatica, subdola e silenziosa…quando si manifestano i sintomi ormai è troppo tardi!

Che conseguenze porta? La perdita dei denti.

Non è facile accorgersene… I segnali di allarme sono molto sfumati:

  • Sanguinamento gengivale
  • Gonfiore e arrossamento gengivale
  • Dolore e ipersensibilità delle gengive
  • Ipersensibilità dentale al caldo e al freddo
  • Retrazione gengivale
  • Alitosi
  • Mobilità dentale (in uno stadio avanzato)

Tutti sintomi che spesso vengono sottovalutati.

Quante volte sento dire…

“…Appena avrò tempo andrò a farmi vedere dal dentista”

Alla luce di quanto sto per svelarti il tempo per andare dal dentista dovresti trovarlo…

Anche se non lo sai potresti avere la parodontite, sopratutto se hai più di 38 anni e hai uno o più di questi sintomi.

Non presenti nessuno di questi segnali?

Mi dispiace dirtelo… ma non puoi stare comunque tranquillo.

La malattia potrebbe essere comunque in atto, lavorando nascosta senza che tu te ne accorga.

È una condizione insidiosa e rappresenta la prima causa di perdita dei denti.

Per essere certo della tua salute gengivale dovresti fare un sondaggio parodontale o il test PSR.

Che cosa sono questi esami? Te lo spiegherò tra poco.

Forse starai pensando…

“Se la parodontite è una malattia asintomatica e non so nemmeno di averla, allora non sarà pericolosa più di tanto…”

Anche qui devo darti torto… lascia che ti faccia luce su quello che probabilmente nessuno ti ha mai spiegato.

Ti riporto alcune malattie molto comuni per lo più asintomatiche nelle fasi iniziali, ma dagli esiti profondamente temibili se non trattati tempestivamente.

DIABETE

Il Diabete è una patologia cronica caratterizzata da un eccesso di glucosio (zucchero) nel sangue. 

Ne esistono due tipologie: Diabete di tipo 1 e Diabete di tipo 2.

Comporta notevoli conseguenze negative in vari distretti: 

  • oculare
  • immunitario
  • renale
  • cardiovascolare
  • metabolico
  • sistema nervoso.

Potresti avercelo anche tu senza saperlo! Per scoprirlo dovresti sottoporti ad analisi e test specifici. 

In molti casi la diagnosi di diabete viene fatto quando la malattia ha cominciato ad arrecare i primi danni.

In altre parole sono i sintomi in fase avanzata della malattia a spingere il paziente ad andare dal medico.

IPERTENSIONE

Un’altra patologia molto diffusa tra la popolazione è l’ipertensione arteriosa.

Le sue conseguenze sono estremamente negative sul sistema cardiovascolare.

Le malattie cardiovascolari costituiscono la principale causa di morte e di inabilità nei paesi industrializzati.

Secondo la SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa) sono circa 15 milioni gli italiani colpiti da ipertensione… eppure solo la metà ne è consapevole.

Gli organi maggiormente coinvolti dalle complicanze di un’ipertensione arteriosa sono i più nobili: il cuore ed il cervello.

Questo spiega perché il controllo della pressione deve essere regolare e non ci si può ancora una volta affidare ai sintomi per affrontare il problema.

La pressione è determinata dalle pulsazioni del cuore insieme alle resistenze periferiche.

Come ti ho anticipato precedentemente solo la metà dei soggetti affetti da questa patologia ne è consapevole.

L’ipertensione è infatti asintomatica… non dà particolari disturbi specifici e molte persone possono convivere con una pressione alta senza accorgersene.

Purtroppo quando si arriva a fare diagnosi potrebbe essere troppo tardi.

SINDROME METABOLICA

Forse non ne hai mai sentito parlare, eppure è una patologia molto comune spesso conseguente all’adozione di stili di vita poco sani.

La Sindrome metabolica è data da un insieme di fattori potenzialmente letali che comprende:

  • Circonferenza addominale > 94 cm negli uomini e > 80 cm nelle donne
  • Pressione arteriosa maggiore o uguale a 130/85 mmHg
  • Alterazione glicemica o diabete conclamato
  • Alterazione del metabolismo dei lipidi
  • Elevati livelli di colesterolo HDL nel sangue

Queste condizioni non provocano sintomi ma sono un vera e propria bomba ad orologeria!

Spesso sono infatti la causa di eventi cardiovascolari acuti come ad esempio infarti, cardiopatia, malattie ischemiche, ictus…

Ora ti faccio una domanda…

Cosa hanno in comune queste tre malattie?

Possono essere presenti e creare danni senza che tu te ne accorga.

Questo meccanismo d’azione che funziona per il diabete, l’ipertensione e la sindrome metabolica è lo stesso che agisce per la Parodontite. 

Ora sono sicuro che hai capito perché potresti avere la parodontite senza saperlo.

Se per tenere sotto controllo il diabete, l’ipertensione e la SM ti sottoponi ad un test… perché non dovresti farlo anche per tenere monitorata la salute delle tue gengive?

Ti ricordo che stiamo parlando di patologie asintomatiche che non comportano fastidi o dolori a livello fisico (spesso percepiti come campanelli di allarme di una condizione di malessere).

Eppure sai benissimo che se non te ne accorgi rapidamente le ripercussioni potrebbero essere molto severe.

Alla luce di quanto ti ho svelato non pensi che accorgersi di una gengivite tempestivamente possa essere fondamentale per evitare l’insorgere di una parodontite?

Non solo, ti dirò di più: la parodontite è spesso associata a queste malattie sistemiche come la Sindrome Metabolica (SM), il Diabete di Tipo 2, l’ipertensione e l’Insufficienza cardiaca!

Lascia che ti mostri in che modo si relazionano.

Studi clinici ed epidemiologici hanno dimostrato che esistono fattori tra loro correlati, in grado di aumentare il rischio di sviluppare queste patologie.

Tra esse rientrano:

  • Obesità
  • Resistenza insulinica
  • Alterazione del metabolismo lipidico
  • Ipertensione
  • Stato pro-infiammatorio

A tal proposito il Dr. Dalla Vecchia et al. nel 2005 hanno condotto uno studio epidemiologico.

In particolare è stato evidenziato come soggetti affetti da obesità o in sovrappeso siano esposti ad un rischio di 1,35 volte maggiore di malattia parodontale rispetto ai normopeso.

Per quanto riguarda il legame tra diabete e parodontite, le due patologie presentano caratteristiche molto simili.

Anche il diabete infatti è una malattia subdola… pensa che in Italia 2,5 milioni di soggetti si trovano in uno stadio pre diabetico ignari di esserlo.

Infine il collegamento tra parodontite e patologie cardiovascolari è stata dimostrata da alcuni studi (Beck et al. 2001; Leivadaros et al. 2005; Soder et al. 2005) condotti su soggetti sopra i 50 anni.

Tali ricerche hanno evidenziato l’esistenza di un nesso tra lo spessore della tonaca intima carotide e la parodontite.

La correlazione tra Parodontite e le altre malattie sistemiche avviene attraverso un duplice meccanismo di interazione:

  • Indirettamente: quando il sistema immunitario è compromesso ed il rischio di contrarre la malattia è maggiore.
  • Direttamente: attraverso la diffusione di batteri patogeni provenienti dalla cavità orale.

Te lo spiego con altre parole.

Immagina le difese immunitarie come dei soldatini che ci proteggono dagli agenti patogeni esterni.

Se a questi soldatini vengono tolte le armi per difenderci, i batteri avranno la strada libera per attaccare.

Questo favorisce lo sviluppo della parodontite e delle altre malattie ad essa correlate.

Di fatto se ci disarmano siamo più deboli ed è facile venire attaccati… ma se i batteri ci colpiscono è come se sparassero ad un soldatino alla volta.

Di conseguenza ci indeboliamo ulteriormente e l’esercito di batteri si rafforza sempre più.

In sostanza le difese immunitarie continuano ad abbassarsi e siamo più predisposti a sviluppare altre patologie.

Ti sto bombardando di informazioni lo so…

Quindi se ti stai chiedendo cosa accomuna la parodontite con le altre malattie sistemiche te lo riassumo:

  • Sono asintomatiche
  • Quando compaiono i sintomi è già troppo tardi
  • Hanno conseguenze senza che tu te ne accorga
  • Sono associate ad una riduzione del sistema immunitario
  • Presentano gli stessi fattori di rischio

Quando parlo di fattori di rischio mi riferisco a quella serie di comportamenti che mettiamo in atto quotidianamente e che hanno delle ripercussioni sulla nostra salute.

Tra i principali rientrano alimentazione scorretta, stress, stile di vita sedentario e uso o abuso di fumo, alcol e droghe.

Continua a leggere per scoprire in che modo queste abitudini comportamentali possano incidere sul tuo stato di salute generale e gengivale.

Alimentazione

Forse non sai che alcune sostanze che assimiliamo dall’alimentazione sono in grado di influenzare la crescita macrobiotica, la riparazione del tessuto connettivo e la risposta del sistema immunitario necessari per combattere i batteri.

Pertanto una dieta squilibrata può predisporre l’organismo all’infiammazione.

Al contrario, un’alimentazione sana è in grado di:

  • Accrescere e sostenere il sistema immunitario
  • Intervenire sul processo di riparazione del tessuto gengivale, essenziale nel processo di guarigione della patologia post terapia specifica per la rimozione della placca batterica.
  • Apportare benefici al tuo intero organismo

Quali nutrienti prediligere?

  • Acidi grassi Omega3 che puoi trovare nel pesce e nella frutta secca
  • Proteine preferibilmente di origine vegetale o carni bianche
  • Calcio, Zinco, Rame e Magnesio assimilabili da legumi, formaggi, verdure, frutta, cereali
  • Vitamine A, B,C,D contenute in frutta, verdura, cereali integrali, frutta secca..

Non ti nascondo che io stesso sono un grande amante del buon cibo… da bravo modenese puoi immaginarti la mia passione per gnocco fritto, tigelle, salumi e lambrusco…

Certo non possiamo privarci dei piaceri della vita, ma mi limito al consumo di questi cibi nel weekend.

Se ci riesco io… ti posso assicurare che ci riuscirai anche tu! È sufficiente un minimo impegno.

Fumo

Il fumo è estremamente nocivo per ogni nostra funzione vitale, lo sappiamo.

Ma in che modo interviene sullo stato di salute gengivale?

In primo luogo il fumo ha un effetto diretto sui meccanismi infiammatori e sulla risposta immunitaria… ricordiamoci che la parodontite è una malattia di origine batterica.

Se abbassiamo le difese immunitarie (diventando più deboli), i batteri si moltiplicano favorendo la malattia.

Nel 1999 l’American Academy of Periodontology ha pubblicato un documento nel quale dimostrava come l’uso di tabacco incidesse sulla formazione e progressione delle diverse forme di patologie gengivali.

I soggetti fumatori presentavano:

  • Alterazioni vascolari nei tessuti gengivali
  • Perdita di attacco e di osso di supporto: il fumo è in grado di indurre un’alterazione delle cellule deputate alla risposta infiammatoria e indurre la liberazione di marcatori in grado di favorire il riassorbimento osseo.
  • Distruzione tessutale (correlata anche alla durata e quantità del tabacco utilizzato)

Inoltre in questi soggetti la risposta alle terapie parodontali risultava alterata.

Cosa vuol dire?

Che le cure non davano gli esiti attesi dal trattamento.

L’adozione di uno stile di vita sano che limiti i fattori di rischio è sicuramente il primo passo fondamentale per prevenire l’insorgere della parodontite e delle altre malattie sistemiche.

Come tu stesso potrai capire, queste patologie potrebbero lavorare celatamente già dentro di te senza che neanche tu lo sappia!

Non dimenticarti inoltre, che la parodontite è una malattia molto comune…

Se riconosci di assumere almeno uno dei comportamenti a rischio sopra citati, è il caso di preoccuparsi!

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Occupandomi di salute dentale posso però darti una buona notizia in grado di prevenire il rischio di disfunzioni gengivali.

Grazie ad una sonda parodontale millimetrata è infatti possibile fare una diagnosi di screening.

Questo ci permetterà di poter valutare e classificare il tuo stato di salute gengivale.

È un test assolutamente non invasivo, rapido ed indolore.

Sto parlando del PSR (Parodontal, Screening, Recording), un esame che ci aiuterà a scoprire il tuo stato parodontale:

  • Salute gengivale: quando non è in atto un’infezione batterica
  • Gengivite: quando è presente una malattia infiammatoria superficiale
  • Parodontite: quando invece è in atto un’infezione batterica

A sua volta la parodontite può essere catalogata come:

  • Lieve
  • Grave e complicata
  • Localizzata
  • Generalizzata

L’ultima classificazione delle malattie parodontali è stata pubblicata nel 2018 in seguito al Workshop mondiale dell’EFP (European Federation of Parodontology).

Tale graduatoria ha diviso la malattia in 4 stadi e 3 gradi:

  • Gli stadi vanno da 1 a 4 (1 più lieve, 4 più severa) indicano la gravità della malattia. I parametri presi in esame riguardano il livello di perdita di attacco, il numero di denti pesi ed una serie di altri parametri specifici.
  • Gradi (a, b, c) esprimono la probabilità di regressione della patologia.

Quello che devi assolutamente sapere è che una diagnosi precoce può salvarti dal pericolo di perdere i denti!

Intercettare precocemente lo stato di salute delle tue gengive ci permetterà di intervenire tempestivamente con terapie poco invasive.

Non solo, potremo risolvere lo stato infiammatorio in una fase iniziale prima che la situazione diventi grave o addirittura irreversibile.

Continua a leggere e lascia che ti racconti di un’incredibile scoperta.

Come ho aiutato Noemi a ritrovare fiducia e serenità?

Forse non lo sai, ma in Svezia è stato fatto uno studio durato ben 30 anni!

A condurlo fu il Dott. Per Axelsson che monitorò 550 pazienti dal 1972 al 2002.

I soggetti vennero divisi in 2 gruppi (ognuno suddiviso poi in 3 sottogruppi).

Nel primo i pazienti seguivano un programma preventivo di mantenimento discontinuo, mentre nel secondo un programma di mantenimento continuo.

Ecco quali sono stati gli aspetti su cui si è concentrata l’indagine:

  • Numero di denti persi
  • Carie manifestate
  • Quantità e frequenza di problemi dentali e parodontali

I risultati ottenuti sui soggetti che hanno seguito la terapia di mantenimento accurata hanno dato esisti sorprendenti.

In primo luogo devi sapere che la maggior parte dei denti sono stati estratti a causa di una frattura della radice e non per problematiche di natura parodontale.

Dei 550 pazienti (17600 denti totali) solo 21 denti di tutto il campione sono stati persi a causa di carie o per una parodontite (stiamo parlando dell’1,2%).

Per quanto riguarda il numero di carie per sottogruppo era 1.2, 1.7, 2.1… una media di 2 carie per sottogruppo. L’80% di queste lesioni venne classificato come ricorrente.

Questo è un dato importantissimo che dimostra come una terapia di mantenimento ben eseguita abbia prodotto effetti positivi sia sulla parodontite che nella prevenzione della carie.

Passiamo ora ai dati più specifici relativi a indice di placca, sondaggio dell’attacco clinico e necessità di trattamento parodontale:

  • Indice di placca: all’inizio dello studio l’indice di placca media rilevato nei pazienti si aggirava tra il 50 e il 60%. Al termine dei 30 anni i pazienti in cura era inferiore al 20%. Questo sta a significare che la motivazione e le istruzioni all’igiene hanno ottenuto eccellenti risultati.
  • Sondaggio dell’attacco clinico (PAL): è un parametro fondamentale per stabilire la malattia parodontale e la sua evoluzione nel tempo. Si ottiene con la sonda parodontale ed esprime la distanza tra giunzione smalto-cemento e il punto più profondo di penetrazione della sonda nel solco gengivale. Alla fine dello studio è stato riscontrato un prevalente guadagno di attacco in tutti i sottogruppi di pazienti ben mantenuti. Nello specifico si è verificato un guadagno di attacco sulle superfici riguardanti i siti interprossimali e i siti linguali. Solo a livello dei siti buccali si è assistito ad una trascurabile perdita di attacco di -0,2 mm di media.
  • Necessità di trattamento (indice CPTIN): all’inizio dello studio il 27% dei siti necessitavano di terapia parodontale, mentre alla fine dello studio l’1%. Questo dimostra il miglioramento delle condizioni parodontali nel tempo nei pazienti ben mantenuti.

Come potrai valutare tu stesso i dati riportati dimostrano come sia possibile raggiungere eccellenti risultati nel lungo periodo se si segue una terapia preventiva di supporto.

Non nascondo il fatto che i soggetti analizzati siano stati incoraggiati a prendersi cura della propria salute dentale.

Alla fine però hanno anche riconosciuto il beneficio tratto da un elevato standard di igiene orale.

Nel corso della mia carriera professionale ho dedicato molta attenzione al paziente ed ho identificato un protocollo parodontale personalizzato.

La diagnosi è il fattore fondamentale per individuare la situazione del singolo soggetto e studiare tempestivamente la soluzione vincente per ristabilire la salute parodontale.

Non dobbiamo dimenticarci che ogni paziente si differenzia l’uno dall’altro, sia per le caratteristiche individuali che per le abitudini comportamentali degli stili di vita adottati.

Per tale motivo il professionista deve individualizzare la terapia in base alle tue peculiarità.

Quello che sto cercando di dirti è che non tutte le terapie sono uguali e non tutte funzionano per un determinato soggetto.

Sia tu che un tuo amico, conoscente o parente potreste avere la malattia parodontale, non è detto che la situazione venga risolta allo stesso modo.

Magari tu sei più attento all’igiene orale, segui uno stile di vita sano con una dieta bilanciata, fai attività sportiva…

Allo stesso modo l’altra persona potrebbe condurre una vita disordinata, fumare 20 sigarette al giorno e non lavarsi adeguatamente i denti.

Anche senza avervi visto in bocca so già benissimo che si tratta di due casi che andranno trattati in maniera completamente diversa, te lo posso assicurare!

Per queste ragioni è fondamentale lavorare sul profilo di rischio individuale, in cui andrò ad identificare i fattori di pericolo per definire quella che io chiamo Terapia Parodontalle di Mantenimento (TPM) individuale.

Sto parlando di quel sistema unico adottato da Axelsson che io stesso ho ripreso, cercandolo di renderlo più performante alle richieste dei miei pazienti.

Di fatto cercheremo di fare il meno possibile per trarne il maggior beneficio!

In concreto ti fornirò un supporto, informandoti su quella che è la tua situazione consegnandoti tutte le indicazioni necessarie per vincere insieme la battaglia contro la malattia parodontale.

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Ribadisco ancora una volta l’importanza di un’alleanza tra medico e paziente che rappresenta la chiave di volta per il successo nel controllo di tale patologia. 

Che tu ci creda o no a volte basta solo conoscere e adottare certi meccanismi e comportamenti per avere risultati assolutamente efficaci.

Se sei curioso di sapere come funziona il sistema che ho messo a punto ecco che di seguito ti mostro quelli che per me sono i 3 principi fondamentali:

  • Analisi individuale
  • Identificazione del profilo di rischio individuale
  • Terapia personsonalizzata

La terapia personalizzata prevede a sua volta:

  • Una diagnosi parodontale completa
  • La risoluzione delle problematiche
  • L’identificazione di un percorso definito di “prevenzione secondaria e terziaria” per quei soggetti che hanno già avuto la parodontite. Tale percorso mi permetterà di individualizzare le strategie e condividerle con il paziente per raggiungere un successo a lungo termine.

Se ancora non sei convinto della fondamentale importanza della TPM ti invito a leggere le parole di Lorena, una mia cara amica.

“Sono sempre stata una persona molto attenta alla mia salute dentale. 

Sono piena di impianti in bocca quindi puoi capire che dal dentista ci ho passato molto tempo.

Nonostante questo la mia esperienza precedente mi aveva lasciata insoddisfatta.

Un conto è individuare un problema, un altro è saperlo trattare.

Sotto consiglio di una amica ho deciso di contattare lo Studio Vaccari per fissare una visita di consulto. 

Fin da subito mi è stato chiarito il primo passo da fare: dovevo curare la parodontite. 

Dalla diagnosi del PSR è emerso che la mia malattia si trovava in uno stadio avanzato. 

Dovevamo intervenire tempestivamente!

È così che è iniziato il mio percorso con il Dr. Francesco Bernardelli.

Tralasciando gli interventi che ho fatto per risolvere la mia situazione parodontale, (mi sento rinata!) l’aspetto per me fondamentale riguarda il modo in cui è stato trattato il problema.

Fin da subito il Dr. Bernardelli mi ha coinvolta direttamente nel trattamento della patologia. 

Solitamente quando vai dal dentista ti ritrovi sdraiata sulla poltrona.. il medico ti dice quello che farà, ma sostanzialmente lui lavora e tu sei passiva.

Contro ogni mia aspettativa mi sono ritrovata a lavorare a braccetto con il Dottore. 

Sin dal primo momento ha instaurato con me una sorta di “contratto di alleanza”. 

Lui mi ha promesso che avrebbe risanato completamente le mie gengive ad una condizione: io dovevo continuare il lavoro a casa, prendendomene cura. 

Quello che  mi ha lasciato ancora più stupita è stato quello che fatto in seguito il Dr. Bernardelli.

Mi ha spiegato passo a passo cosa dovevo fare per preservare la mia salute dentale. 

Pensa che alla mia età mi sono ritrovata a prendere lezioni su come si puliscono i denti!

Non ti svelo la mia età ma ne ho più di 50.

Durante tutto questo tempo nessuno mi aveva mai parlato dello spazzolino elettrico ad esempio… ne tanto meno mi avevano insegnato ad utilizzarlo!

Esiste proprio una tecnica.

Poi il filo interdentale, lo scovolino… insomma, tutte cose che mi ha insegnato il Dottore.

Ha preso uno specchio e mi ha fatto una vera e propria lezione di igiene dentale. 

Questo per me è stato fondamentale. 

È diventato il mio punto di riferimento. 

Mi sono sentita libera di fare delle domande a cui è sempre seguita una risposta soddisfacente. 

Anche quelle che potevano sembrare più irrilevanti mi sono state spiegate con la massima precisione e serietà.

Il legame di fiducia che si viene ad instaurare tra te e il Dottore è qualcosa di talmente tanto coinvolgente che ti senti motivata a mantenere l’impegno a casa. 

Adesso stiamo procedendo con il mantenimento, teniamo sotto controllo la placca. 

Faccio controlli trimestrali dove mi vengono rilevati gli indici di sanguinamento e di placca. Anche questo nessuno prima lo aveva mai proposto, una vera rivoluzione.

Sicuramente se avessi intrapreso prima questo percorso la mia situazione non sarebbe stata così grave. 

Come dice il Dr. Bernardelli “la prevenzione è la migliore cura”, ma nel mio caso posso dire che l’intervento tempestivo è stato indispensabile per salvare la mia salute parodontale” 

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Anche tu come Lorena potresti non sapere di avere in atto questa subdola malattia silente.

Oppure lo sai, ne sei cosciente ma le terapia fino ad ora adottate non hanno portato ad alcun risultato.

O ancora peggio, ti hanno detto che non c’è più nulla da fare e ti hanno consigliato di togliere tutti i denti e fare impianti.

Se vuoi valutare il tuo stato di benessere parodontale esegui subito il test del PSR.

Preserva la salute delle tue gengive e ostacola l’insorgere delle malattie sistemiche correlate.

Spero di averti chiarito ogni dubbio, ma se avessi altre domande ti invito a scrivermi a simone@simonevaccari.it.

Info e prenotazioni

Compila il form, oppure chiamaci al numero +39 059 2929631

    I campi contrassegnati da asterisco (*) sono obbligatori.

    SPECIFICARE IL TIPO DI VISITA *

    MESSAGGIO

    I campi contrassegnati da asterisco (*) sono obbligatori.

    Francesco Bernardelli

    Francesco Bernardelli

    Esperto di malattie Parodontali

    Lascia un commento