- Perdita di smalto e dentina esposta: il campanello d’allarme dell’usura dentale
- Quale meccanismo innesca la sensibilità ai denti?
- Come alleviare il fastidio da sensibilità dentale? Trattamenti domiciliari e professionali
- Come puoi prevenire la comparsa della sensibilità ai denti?
- Come viene diagnosticata la sensibilità dentale?
Quel fastidio doloroso acuto, rapido e pungente, che avverti quando mangi un gelato, bevi un sorso di tè caldo o un bicchiere di acqua fredda è un segnale inequivocabile: hai i denti sensibili. Non devi preoccuparti: la sensibilità dentale, o ipersensibilità dentinale, non è una malattia. Invece, indica che qualcosa non sta più proteggendo “il cuore” dei tuoi denti. Vediamo insieme come rimediare con efficacia.
Perdita di smalto e dentina esposta: il campanello d’allarme dell’usura dentale
La sensibilità dentale indica chiaramente l’usura dello smalto dentale: infatti, quando lo smalto dei denti si assottiglia, viene meno la protezione naturale del dente, lasciando scoperta la dentina sottostante (dentina esposta).
Devi sapere che, all’interno della dentina, si trovano migliaia di microtubuli che trasmettono gli stimoli esterni direttamente ai nervi, trasformando un semplice sorso d’acqua fredda in una fitta di dolore (lo vedremo a breve).
Per risolvere il problema non basta “silenziare” il sintomo, ma è necessario ripristinare la barriera minerale che protegge i tuoi denti dalle aggressioni esterne.
In questo video parlo di sensibilità ai denti ed esposizione della dentina:
Le cause
Sono diverse, per esempio:
- Carie: è una causa molto frequente, spesso tra un dente e l’altro e non visibile, ma già arrivata alla dentina: potresti avvertire sensibilità soprattutto al freddo.
- Colletti scoperti: in questo caso, è esposta la corona del dente, cioè la zona a contatto con la gengiva, con presenza di più tubuli dentinali. Se quest’area è esposta (per una piccola recessione gengivale o una piccola abrasione) la parte vulnerabile è proprio la zona più sensibile.
Quali sono le rispettive soluzioni?
Te lo spiego brevemente, prima di affrontare con te alcuni aspetti nel dettaglio:
- Per trattare la carie: si fa prima una diagnosi accurata tramite radiografie, poi si procede con un classico restauro, come ad esempio l’otturazione.
- In caso gengive che si ritirano: è sufficiente cambiare tecnica di spazzolamento; l’igienista ti spiegherà le tecniche corrette, suggerendoti anche prodotti specifici, per esempio i dentifrici bioattivi che rigenerano la parte esterna dello smalto per ridurre la sensibilità dentale.
Ma perché si innesca la sensibilità ai denti? Lo vediamo subito insieme.
Quale meccanismo innesca la sensibilità ai denti?
Il meccanismo attraverso cui la sensibilità dentale si manifesta è spiegato da varie teorie scientifiche; il modello attualmente più accettato è la Teoria Idrodinamica: spieghiamola brevemente.
Normalmente la dentina, lo strato più morbido e poroso, è protetta dallo smalto dentale. La dentina è attraversata da minuscoli canali (tubuli dentinali) che contengono fluido e sono direttamente collegati alla polpa (cioè il “nervo” del dente).
Quando lo smalto dentale si consuma o la gengiva si ritira, la dentina viene esposta e i tubuli dentinali si aprono, rendendo la dentina suscettibile agli stimoli. Perciò, ogni stimolo esterno (caldo, freddo, dolce, acido o persino una corrente d’aria fredda) agisce così:
- Provoca il movimento rapido del fluido all’interno di questi tubuli.
- Questo movimento stimola i recettori nervosi, situati nella polpa del dente.
- Il tuo cervello interpreta questo segnale come un dolore acuto e improvviso.
In pratica, la sensibilità è un circuito del dolore che si attiva ogni volta che un tubulo dentinale esposto è posto in comunicazione con l’ambiente esterno. Entriamo ancora più nel dettaglio.
Dallo smalto consumato alla dentina esposta
Possiamo dire che l’esposizione della dentina e la sensibilità sono quasi sempre la conseguenza di una perdita di tessuto protettivo. All’inizio dell’articolo abbiamo parlato di due cause della sensibilità dentale, ed entrambe hanno a che fare con l’esposizione della dentina. Ma perché la dentina è scoperta? Per via dell’usura dentale, che dipende da alcuni fattori:
- Smalto consumato (erosione): l’attacco acido da reflusso gastrico (intrinseco) o da cibi/bibite acide (estrinseco) dissolve chimicamente lo smalto, assottigliandolo fino a esporre la dentina sottostante. Questa situazione determina spesso una sensibilità diffusa su più denti.
- Abrasioni e bruxismo: uno spazzolamento troppo energico (abrasione) o forze occlusali eccessive dovute al bruxismo possono causare la recessione della gengiva e la perdita di cemento radicolare al colletto del dente. Questa è una zona dove lo smalto è fisiologicamente più sottile, esponendo facilmente la dentina al contatto con l’ambiente esterno.
- Abfrazione e lesioni al colletto (come dicevamo prima): le lesioni non cariose al colletto (come l’abfraction, data da stress meccanico) provocano micro-fratture che espongono direttamente la dentina.
La dentina è molto più morbida e porosa dello smalto, e si consuma molto più facilmente, accelerando la progressione dell’usura e la fragilità strutturale del dente. Vediamo subito insieme come intervenire in caso di sensibilità dentale.
Come alleviare il fastidio da sensibilità dentale? Trattamenti domiciliari e professionali
Mi preme venirti subito in aiuto esaminando insieme a te vari rimedi. Presso il nostro studio odontoiatrico a Modena ci occupiamo di ogni paziente con la massima attenzione e professionalità, soprattutto in caso di timore, preoccupazione e ansia per la propria salute orale: con noi, il tuo sorriso è in ottime mani.
Nel nostro caso, l’obiettivo è chiudere i tubuli dentinali e ridurre la trasmissione degli stimoli alla polpa, interrompendo il circuito del dolore. I trattamenti si dividono in rimedi domiciliari (che non devono sostituire, ma completare, i trattamenti professionali) e interventi professionali:
Rimedi topici domiciliari per il controllo della sensibilità
Nel trattamento iniziale, si possono adottare misure conservative consigliate dal tuo studio dentistico di fiducia:
- Dentifrici bioattivi: sono formulati con ingredienti che favoriscono la remineralizazione del dente (ad esempio calcio, fosfato, fluoro) e promuovono la protezione della carie.
- Tecniche di spazzolamento corrette: l’igienista dentale saprà fornirti tutte le indicazioni per una igiene domiciliare adeguata. In generale, evita movimenti orizzontali energici che potrebbero aggravare l’erosione dello smalto o causare una recessione gengivale.
- Alimentazione consapevole: limita cibi e bevande molto acide (agrumi, bibite gassate, aceto) che possono favorire la demineralizzazione dello smalto.
Ricorda un aspetto importante: l’efficacia di questi rimedi dipende dalla regolarità con cui vengono messi in pratica e dalla presenza o meno di patologie sottostanti, che potrebbero richiedere un intervento odontoiatrico più articolato e mirato.
Approfondiamo: bloccare la strada al dolore con i restauri
Se l’erosione o l’abrasione hanno provocato una perdita di smalto significativa o lesioni profonde (come l’abfrazione), è necessario ripristinare la struttura dentale mancante.
Fare un restauro dentale significa:
- Eliminare l’esposizione della dentina: la superficie restaurata non è più porosa e chiude i tubuli in modo permanente.
- Ripristinare la forma: viene recuperata la struttura originale del dente, prevenendo un’ulteriore accelerazione dell’usura.
A seconda della gravità della situazione, l’odontoiatra potrebbe suggerire alcune metodiche di estetica dentale e funzionale:
- Corone in ceramica integrale: possono essere utili nei casi di lesioni circoscritte al colletto (abfrazioni).
- Faccette estetiche o intarsi dentali overlay: possono essere utili nei casi di usura estesa, dovuta a erosione o attrito, che richiede il ripristino di intere superfici dentali e dell’altezza del dente. Questi restauri non risolvono la sensibilità e forniscono protezione e resistenza.
Devi sapere che, per noi, è fondamentale la prevenzione, per qualunque problematica di salute orale. Anche in caso di sensibilità dentinale, piccole azioni quotidiane possono fare la differenza, scopriamo quali.
Come puoi prevenire la comparsa della sensibilità ai denti?
Prevenire la sensibilità dentale è possibile adottando alcune semplici abitudini quotidiane, per proteggere lo smalto e mantenere gengive sane:
- Spazzola i denti con movimenti verticali, evitando l’uso eccessivo di forza;
- Scegli dentifrici non abrasivi (chiedi consiglio all’odontoiatra);
- Evita il consumo frequente di cibi e bevande acide, che possono promuovere l’erosione dello smalto;
- Attendi almeno 30 minuti dopo i pasti prima di lavare i denti, per non danneggiare ulteriormente lo smalto già ammorbidito;
- Esegui controlli dentistici regolari, almeno ogni sei mesi, per controllare la salute di denti e gengive.
- Se soffri di bruxismo (digrignamento/serramento dei denti) dovresti utilizzare un bite, realizzato su misura per te presso lo studio odontoiatrico, per evitare l’usura meccanica dello smalto.
Ti chiederai: “Come faccio a sapere se ho problemi di sensibilità ai denti?” Vediamo in cosa consiste la diagnosi.
Come viene diagnosticata la sensibilità dentale?
Il procedimento diagnostico per la sensibilità dentale si basa inizialmente su un’accurata raccolta di informazioni (anamnesi) che riguardano i tuoi sintomi, la loro durata e gli specifici stimoli che scatenano il dolore (freddo, caldo, acidi).
In seguito, l’odontoiatra esegue un esame obiettivo della tua bocca per identificare aree di esposizione della dentina, valutando eventuali lesioni, recessioni gengivali e lo stato dello smalto.
Un passaggio importante è il test di stimolazione con aria o acqua fredda per localizzare il dente sensibile (o i denti sensibili) e distinguere la sensibilità da problemi pulpari più gravi.
Infine, potrebbero essere necessarie indagini radiografiche e valutazioni parodontali per escludere patologie sottostanti come carie o fratture, permettendo la conferma di una ipersensibilità dentinale non correlata ad altre condizioni, e l’impostazione di un trattamento mirato.
Quando è il caso di richiedere una visita specialistica?
Prenota subito una visita odontoiatrica se…
Se il dolore perdura nel tempo o si presenta in modo improvviso e localizzato, potrebbe indicare problematiche come:
- Carie penetranti;
- Fratture dentali;
- Necrosi pulpare;
- Parodontite con recessione gengivale marcata.
Scopri come ci occupiamo della ricostruzione dei denti consumati nel nostro studio a Modena.
Prenota da noi la tua prima visita per accertare la causa della tua sensibilità e ricevere il trattamento più adatto a te. Scrivimi all’indirizzo simone@simonevaccari.it oppure rivolgiti allo studio: siamo a tua totale disposizione e ci prenderemo cura della tua salute orale.
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