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OTTURAZIONI IN COMPOSITO PER LA CURA DELLE CARIE

Otturazioni in composito

Come si curano le carie: dalle otturazioni in amalgama alle otturazioni in composito

Per oltre cento anni le otturazioni in amalgama d’argento hanno rappresentato la ricostruzione dei denti più usata a livello mondiale.

Introdotta in forma stabile nel 1895 è tutt’ora utilizzata in molti paesi compresa l’Italia, basti pensare che nel 2013 le otturazioni eseguite nel nostro paese con questo materiale sono state circa 1,2 milioni.

Il grande successo delle vecchie otturazioni in amalgama si deve a diverse ragioni tra cui:

  • la facilità di utilizzo
  • la grande versatilità del materiale, che di fatto può essere utilizzata in quasi tutti i tipi di otturazione
  • il basso costo
  • e anche alla grande mancanza di una vera e propria alternativa.
Otturazioni bianche in composito

Come nascono le otturazioni in composito?

Il primo grande cambiamento avvenne nel 1955 da parte di un ricercatore italiano, il Dr. Buonocore, il quale scopri la possibilità di mordenzare (cioè di irruvidire microscopicamente) lo smalto dei denti è diede così l’inizio di una nuova era che prevedeva di usare un materiale che potesse unirsi chimicamente a dente.

Furono così introdotti dei materiali resinosi che all’inizio presentavano enormi problemi come l’elevata viscosità, la grande contrazione volumetrica e la sensibilità all’umidità.

Un secondo passo avanti venne fatto nel 1991 dal Giapponese Dr. Nakabayashi il quale scopri la possibilità di ottenere un legame adesivo anche con la dentina. Da quel giorno tutto è cambiato perché si cominciò a pensare che si potesse “incollare” qualcosa alla cavità di un dente e non solo ad otturarla in modo meccanico come si faceva con l’amalgama.

Nasce cosi l’adesione chimica e l’odontoiatria restaurata cominciò anche a cambiare nome tanto è che oggi si parla maggiormente di odontoiatria adesiva.

Non si parla più di semplici resine ma di otturazioni in composito, comunemente chiamate otturazioni bianche, composte da un materiale sempre a base resinosa ma con composizioni chimiche sempre più evolute e complicate.

L’introduzione dei materiali compositi ha anche aperto la strada all’odontoiatria estetica: sono oggi disponibili materiali estetici di grande qualità in grado di ripristinare l’aspetto dell’elemento dentario nel pieno della sua naturalezza imitandone perfettamente il colore.

 

Quali sono i vantaggi delle otturazioni in materiale composito?

A) LA RIMOZIONE DELLA SOLA PARTE CARIATA DEL DENTE SALVANDO LA TOTALITÀ DI TESSUTO SANO

Il più grande vantaggio dei compositi risiede proprio nell’adesione al dente. In passato usando materiali non adesivi come l’amalgama, si dovevano preparare cavità con forme geometriche ben definite che consentissero al materiale di stabilizzarsi sul dente. Questo comportava inevitabilmente un sacrificio di sostanza dentale sana.

Oggi invece ci si preoccupa più della “forma” della cavità perché il composito andrà ad aderire chimicamente al dente e non più meccanicamente.

B) LA CURA DI LESIONI ANCHE DI PICCOLISSIME DIMENSIONI, A VOLTE ANCHE DI POCHI DECIMI

Il composito non ha bisogno di spazio per rimanere attaccato al dente ma lo farà sempre, grazie alla sua natura adesiva. Questo è un enorme vantaggio in fatto di prevenzione perché abbiamo la possibilità di trattare lesioni cariose anche piccolissime senza andare ad indebolire il dente. Anzi con il composito tanto più è piccola la cavità, meglio è.

C) UN GRANDE VANTAGGIO DELLE OTTURAZIONI BIANCHE È L’ESTETICA

I restauri che vengono eseguiti con i moderni compositi vanno ad imitare fedelmente la natura copiandola in modo indistinguibile, raggiungendo un risultato esteticamente eccellente.

Una enorme soddisfazione è quando il paziente guardandosi allo specchio chiede: “Scusi Dottore ma oggi quale dente mi ha curato?”. Questa frase che sento pronunciare ogni giorno ci spiega velocemente il livello di estetica raggiunto.

D) DA ULTIMO LA POSSIBILITÀ DI RI-INTERVENTO

Se nel corso degli anni un’otturazione in composito dovesse usurarsi o scheggiarsi può essere riparata senza per forza dover rimuovere tutto il restauro. Questo ovviamente a patto che la parte sottostante sia sana e non ci sia una carie infiltrata.

Quanto durano nel tempo le otturazioni bianche in composito?

A questa domanda tengo in modo particolare perché è opinione diffusa tra i pazienti che le otturazioni bianche siano belle ma che durino poco. Questo concetto è falso e va smentito immediatamente.

Oggi abbiamo a disposizione dei compositi con caratteristiche chimico-fisiche di tutto rispetto che rendono l’ottima durata nel tempo uno dei principali vantaggi di questi materiali.

Nella mia esperienza, avendo la possibilità di rivedere i pazienti negli anni, rimango sorpreso nell’osservare come la risposta sia a dir poco eccezionale.

È sicuro sostituire una vecchia otturazione in amalgama con una bianca in composito?

Assolutamente si. Ci sono protocolli definiti che se seguiti attentamente permettono di eseguire la rimozione della vecchia amalgama in totale sicurezza.

Ci sono alcune attenzioni fondamentali che debbono essere eseguite, come utilizzare la diga di gomma, frese dedicate al taglio dell’amalgama che ne riducono la polverizzazione, abbondante getto d’acqua e una eccellente aspirazione ad alto voltaggio.

È una scelta corretta sostituire una vecchia otturazione in amalgama con una bianca in composito?

Forse io sono un “po schierato” ma nella mia bocca non avrei dubbi.

I vantaggi che oggi offrono i compositi, non da ultimo quello estetico, fanno si che molti pazienti chiedano di sostituire l’amalgama  con il composito con il mio più totale accordo.

Se pensiamo a fattori di rischio legati alla salute ci sarebbe da scrivere un secondo articolo, tuttavia certo è che il mercurio contenuto nell’amalgama qualche sospetto potrebbe destarlo.

 

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Quanto costano le otturazioni bianche estetiche?

Tema molto dibattuto è quello del costo. Anche in questo caso c’è una credenza popolare che va da subito smentita.

Le persone sono convinte che le otturazioni in composito che utilizzano materiali estetici costino di più. Questo è falso, quantomeno nel mio studio.

Se ci pensate bene la risorsa più importante in una professione è il tempo. Ed è sostanzialmente quello che io faccio pagare.

Dal momento che per eseguire un restauro in amalgama si impiega lo stesso tempo di uno in composito perché dovrebbero avere un costo diverso?  Trovo che differenza economica quando venga applicata, sia più una trovata commerciale che una necessità reale.

Da quali materiali sono costituite le otturazioni in composito?

Possiamo dire che i componenti sono principalmente tre:

A) Matrice resinosa: è la componente organica e chimicamente attiva della resina; la maggior parte dei compositi si basa su una molecola sintetizzata nei primi anni ’60, il dis-GMA. Questa molecola organica, meglio nota con il nome di monomero di Bowen, conferisce fluidità al prodotto in condizioni di partenza; in seguito ad un preciso stimolo, derivante da un attivatore fisico/chimico, le molecole di dis-GMA polimerizzano, rendendo il materiale macroscopicamente rigido.

L’attivazione è un processo complesso e gli attivatori possono essere indicati come la quarta componente di una resina: i compositi maggiormente diffusi in ambito odontoiatrico si basano sull’attivazione attraverso l’esposizione alla luce. Questa componente è detta “matrice” perché è la fase nella quale sono dispersi gli altri componenti;

B) Filler: dispersi nella matrice troviamo una quantità variabile di particelle inorganiche chiamate filler. I filler possono variare dal punto di vista chimico e con esse variano le proprietà conferite al prodotto. E proprio questo componente che dona al composito caratteristiche diverse in termini di durezza, traslucenza, capacità cromatiche e residenza all’usura. Sebbene i filler siano oramai ben conosciuti nel mondo della chimica, ogni casa ha la propria “combinazione segreta” ed è per questo che le caratteristiche del composito sono molto differenti da produttore a produttore. Come sempre i prodotti che hanno un costo più elevato sono quelli che hanno elaborato la formula migliore.

C) Agente accoppiante: questa molecola ha il compito di accoppiare da un lato la matrice resinosa e dall’altro la molecola del filler. Come agente accoppiante viene utilizzato il Silano una molecola dotata di due gruppi funzionali, un’ossidrile (dunque, a carattere polare) e un residuo terminare acrilico (apolare). Di fatto è proprio il Silano che riesce a garantire la stabilità del sistema.

otturazioni in composito prima e dopo
otturazioni in composito prima e dopo 2020

Nell’era moderna chiamata anche era dell’adesione, trovo che il composito sia il materiale di prima scelta nel restauro conservativo odontoiatrico e che abbia oramai sostituito totalmente l’utilizzo dell’amalgama.

Spero in questo breve articolo di aver risposto ad ogni dubbio, altrimenti non esitare a scrivermi a simone@simonevaccari.it, sarò lieto di rispondere alle tue domande.

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Simone Vaccari
Simone Vaccari
simone@simonevaccari.it

Si diploma in Odontotecnica con il massimo dei voti nel 1994, poi presso l’Università Degli Studi di Modena e Reggio Emilia si Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 1999 con la votazione di 110/110 e lode. Negli anni 2000 e 2001 frequenta diversi corsi di aggiornamento negli Stati Uniti e in particolare Los Angeles, California, dove ha la possibilità di appassionarsi e di apprendere le tecniche più moderne e innovative in tema di Estetica Dentale. Nel 2003 fonda a Modena lo Studio Vaccari dove esercita la libera professione dedicandosi prevalentemente alla protesi adesiva ed all'estetica dentale. Relatore a numerosi corsi e congressi in Italia e all’estero, è considerato un punto di riferimento internazionale sul tema delle faccette dentali in ceramica.



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