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DENTE ROTTO: FACCETTE DENTALI O RICOSTRUZIONE?

Dente rotto cosa fare

Dente rotto? Come comportarsi in caso di frattura o scheggiatura di un dente

Oggi nel magazine voglio parlare di un argomento che suscita interesse nella molteplicità dei miei pazienti: affrontiamo il tema del dente rotto.

Nell’immaginario comune la traumatologia dentale è un argomento che interessa soprattutto il paziente in età pediatrica. Se da un lato è vero che spesso il trauma da gioco o le cadute dei nostri bambini li espongono più frequentemente a rotture dei denti anteriori, non bisogna dimenticare che la frattura di un dente anteriore è di gran lunga più incidente negli adulti. Sono difatti numerosi i casi di frattura di incisivi proprio in pazienti di età adulta e/o avanzata.

Dente spezzato: le cause più frequenti

Ma quali sono le principali cause di un dente rotto? Per la maggior parte dei casi, sono i traumi. Tra questi ricordiamo:

  • i traumi sopraggiunti durante i momenti ludici;
  • i momenti sportivi;
  • i traumi causati da incidenti;
  • e non da meno quelli alimentari.

 

Se di fatto possiamo riconoscere diversi momenti e occasioni di natura traumatica alla base di un dente spezzato, tutti riconoscono un forte impatto estetico che va a colpire i nostri denti. e quindi le nostre vite.

dente rotto prima e dopo

Ma nella pratica, come fa un dente a spezzarsi?

Per spiegare in modo semplice quello che accade, possiamo comparare lo smalto dei denti ad un vetro, che rappresenta un materiale molto resistente in natura, capace di sopportare grossi carichi e scarsamente soggetto ad usura. Tuttavia, risulta essere molto sensibile a colpi improvvisi, che di fatto ne possono provocare la rottura.

I denti se ci pensiamo si comportano allo stesso modo, sono molto resistenti, sono capaci di gestire a grandi traumi, in condizioni cliniche fisiologiche non si urtano, ma risultano allo stesso tempo molto sensibili a traumi improvvisi.

Il dente se esposto a una forza improvvisa, di importante intensità, può fratturarsi.

Ho un dente rotto: come capisco l’entità del danno?

Riconosciamo sostanzialmente due tipologie di frattura dentale:

  • una frattura che riguarda le parti più coronali del dente;
  • e fratture profonde che coinvolgono la dentina e a volte la radice del dente.

1) Le fratture coronali

Le fratture coronali sono fratture confinate nello spessore dello smalto che non coinvolgono la dentina o nel caso ne comportano una esposizione minima. Questo tipo di frattura è spesso nota al paziente con il nome di “scheggiatura”.

Questo tipologia di trauma non presenta dolori, quello che invece viene lamentato dal paziente è un problema di natura estetica soprattutto quando riguardano gli incisivi centrali superiori.

Queste fratture dello smalto coinvolgono spesso anche i denti posteriori, e la causa più frequente è di natura alimentare. In questo caso la porzione dello smalto fratturata  ha spesso margini frastagliati e a volte taglienti tali da causare fastidi alla lingua.

Come curare le fratture coronali?

Per questo tipo di frattura c’è una bella notizia: il danno può essere riparato con una semplice otturazione. In questi casi infatti la soluzione terapeutica migliore consiste nel riparare la porzione fratturata con un restauro diretto (otturazioni bianche)  in composito.

I materiali di ultima generazione offrono performance eccezionali per questo tipo di problema sia in termini funzionali che estetici. Nella maggior parte queste fratture possono essere riparate in un solo appuntamento con un investimento economico moderato.

2) Fratture profonde

Veniamo ora ad affrontare il tema delle fratture maggiori, quelle che credono interessino maggiormente i nostri lettori. In questi casi la forza conclusiva comporta la frattura di una parte più ampia del dente andando ad esporre grandi quantità di dentina.

In alcuni casi la frattura può arrivare ad esporre la polpa dentale. Generalmente si tratta di traumi contusivi importanti (ad esempio incidenti sportivi o automobilistici) che causano parecchio dolore al paziente. Il dolore è causato sia dal trauma sui tessuti molli (labbra, guance, naso) che dalla frattura del dente.

Cosa fare in caso di fratture profonde?

In questo casi il mio consiglio è quello di contattare immediatamente il proprio dentista. Sottolineo da subito che più elevata è la tempestività con cui ci si reca dal dentista maggiori sono le percentuali di successo. Vediamo ora in dettaglio perché.

Nella dentina sono presenti i tubini dentali, che sono da immaginale come dei tubi idraulici in grado di trasmettere la sensibilità. Normalmente la dentina è avvolta dallo smalto pertanto questa sensibilità viene coperta da strati superficiali molto resistenti.

In caso di trauma si ha una esposizione improvvisa di questi tubini e il dente può diventare in pochi secondo molto dolente.

 

 

dente rotto faccette dentali
dente scheggiato faccette dentali

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Rottura profonda del dente: quali trattamenti eseguire?

L’intervento del dentista è fondamentale sia per eliminare il dolore che per proteggere la dentina.

Il dentista dovrà pulire e disinfettare l’area che si è esposta e quindi inquinata e sigillare la dentina quanto prima, utilizzando i comuni adesivi smalto-destinali e un goccio di composito fluido.

Con questa manovra, che di solito richiede pochi minuti, il paziente avrà una remissione della sensibilità dolorosa e allo stesso tempo la dentina “sigillata” avrà meno problemi di causare danni al nervo sottostante.

L’intervento tempestivo garantisce più probabilità di mantenere il dente vivo e di non dover incorrete nella devitalizzazione dello stesso.

E se la polpa del dente è esposta? Come mi comporto?

Nel caso in cui la frattura abbia comportato esposizione della polpa, il trattamento dovrà essere ancora più tempestivo.

Anche in questo caso si è dimostrato che la protezione della polpa in tempi rapidi consente maggiori garanzia di successo in tema di mantenimento della vitalità. E’ bene ricordare che in questo caso oltre alla rapidità con cui si esegue la manovra l’età del paziente è un fattore discriminante.

Le più alte percentuali di successo si riscontrano nei giovani. I bambini sono quelli che mostrano capacità ripartire maggiori e dove frequentemente la devitalizzazione può essere evitata.

Una volta coperta  e protetta la dentina e/o la polpa si avrà tutto il tempo programmare un appuntamento volto a risolvere la componente estetica e a ricostruire il dente.

Come ricostruisco il dente fratturato?

Una delle domande più gettonate riguarda il pezzo fratturato: è conveniente trovarlo e cercare di riattaccarlo?

Se il pezzo fratturato viene trovato sulla “scena del crimine” è bene portarlo dal dentista. Può essere conservato in un semplice barattolo con all’interno dell’acqua. Il liquido in cui viene immerso non è fondamentale, è importante che rimanga idratato.

Riattaccare il pezzo fratturato è una manovra semplice, spesso perché lo smalto si spezza in modo deciso con margini netti. Allo stesso tempo voglio però tranquillizzare tutti i nostri lettori (in particolare le mamme!) perché nel caso in cui il frammento non venga trovato si può comunque ricostruire il dente con risultati estetici di altissima soddisfazione.

Che materiali utilizzare?

Voglio rispondere a questa domanda in modo rigoroso e scientifico riportando i risultati di una ricerca molto importante (figura che segue).

In questi casi la grande diatriba è tra restauro diretto in composito o faccetta in ceramica.

Da sempre sono un grande sostenitore della ceramica come miglior materiale da restauro nei denti anteriori sia per motivi estetici o come in questo caso per rimediare a una brutta frattura.

E la ricerca lo conferma: con una faccetta dentale il dente è più resistente del dente naturale! 

traumatologia dentale

Il disegno 1 fa vedere come sia necessaria una forza di 15(+-5) MPa per provocare la frattura di un margine incisale.

Da subito è bene chiarire che se noi andiamo a riattaccare il frammento rotto o si esegue un restauro diretto la forza che dobbiamo applicare al dente per fratturarlo nuovamente è di 8 (+-5) MPA. In altre parole il margine è più fragile di circa la metà rispetto ad un dente naturale.

Guardiamo adesso con attenzione il disegno 5. Se al dente fratturato applichiamo nella zona vestibolare una faccetta in ceramica, la forza necessaria per rompere il margine incisale sale a 20 (+-5) MPa. Si avete letto bene! Con una faccetta il dente è più resistente del dente naturale. Gli stessi valori li abbiamo sia che venga attaccato il pezzo fratturato sia che venga ricostruito in composito (vedi disegno 4 e 5).

La cosa però più eclatante è nel disegno 6. Se costruisco una faccette in ceramica che vada a comprendere anche la parte fratturata la forza necessaria per rompere il dente sale a 28 (+-5) MPA, cioè quasi il doppio del dente naturale.

Oltre agli indubbi vantaggi estetici anche la durabilità nel tempo cosi come la resistenza lo rendono di certo un materiale eccellente. I maggiori costi sono di fatto l’unico lato negativo.

Conclusioni

Spero in questo articolo di aver risposto ad ogni dubbio, altrimenti non esitare a scrivermi a simone@simonevaccari.it, sarò lieto di rispondere alle tue domande.

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Simone Vaccari
Simone Vaccari
simone@simonevaccari.it

Si diploma in Odontotecnica con il massimo dei voti nel 1994, poi presso l’Università Degli Studi di Modena e Reggio Emilia si Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 1999 con la votazione di 110/110 e lode. Negli anni 2000 e 2001 frequenta diversi corsi di aggiornamento negli Stati Uniti e in particolare Los Angeles, California, dove ha la possibilità di appassionarsi e di apprendere le tecniche più moderne e innovative in tema di Estetica Dentale. Nel 2003 fonda a Modena lo Studio Vaccari dove esercita la libera professione dedicandosi prevalentemente alla protesi adesiva ed all'estetica dentale. Relatore a numerosi corsi e congressi in Italia e all’estero, è considerato un punto di riferimento internazionale sul tema delle faccette dentali in ceramica.



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