- Cosa succede allo smalto dei tuoi denti quando è graffiato e rovinato?
- Checklist di igiene orale: stai spazzolando i denti nel modo corretto?
- L’abrasione dentale da spazzolamento: quando l’igiene orale (non corretta) fa danno
- Come trattare i denti graffiati e rovinati?
- La soluzione estetica e protettiva: otturazioni e faccette dentali in ceramica
Osserva il tuo sorriso allo specchio, magari sotto una luce naturale: hai denti graffiati o rovinati? Forse hai notato sottili striature verticali, superfici non lisce, zone che appaiono “opache” o piccoli incavi a forma di cuneo vicino al bordo gengivale.
In odontoiatria, questo fenomeno è dato dall’abrasione meccanica da spazzolamento. Spesso, il modo in cui utilizzi lo spazzolino non è adeguato come pensavi. Niente panico: vediamo insieme come correggere la situazione ed evitare problemi futuri.
Cosa succede allo smalto dei tuoi denti quando è graffiato e rovinato?
Molte persone si rivolgono al nostro studio dentistico di Modena preoccupate per la comparsa di sottili linee verticali, aree opache o una perdita di lucentezza sulla superficie dello smalto dentale, descrivendoli genericamente come “denti rovinati”.
Per capire l’origine dei “graffi”, dobbiamo prima capire cos’è lo smalto dentale. Si tratta del tessuto più mineralizzato e duro del corpo umano, composto per il 96% da idrossiapatite. Immaginalo come una struttura cristallina organizzata in prismi, (con cristalli 1000 volte più larghi di quelli presenti nelle ossa!) .
Malgrado la sua durezza, lo smalto dentale è un materiale fragile: non è in grado di rigenerarsi da solo. Perciò, una volta graffiato o abraso, il corpo non può produrne di nuovo.
Quando la superficie del dente perde la sua fisiologica levigatezza, i denti possono sembrarti opachi o “spenti”. I graffi che noti sono vere e proprie micro-fessure che, oltre a rovinare l’estetica dentale, diventano il luogo ideale per l’accumulo di pigmenti (tè, caffè, fumo) e placca batterica.
Potrà sembrarti strano ma, spesso, il modo in cui ti spazzoli i denti può contribuire a “grattare” e abradere lo smalto dentale, creando micro-fessurazioni e lesioni. Scopriamo come te la cavi con l’igiene orale.
Checklist di igiene orale: stai spazzolando i denti nel modo corretto?
Magari non ci fai caso (o non ti è stato ancora insegnato con efficacia), ma può darsi che il modo in cui ti lavi i denti sia più controproducente che efficace. Niente di irreversibile, si può rimediare. Confronta subito le tue abitudini di igiene orale con questa guida rapida:
- Tipo di spazzolino e setole: usi uno spazzolino manuale con setole dure? Potrebbero essere troppo aggressive sullo smalto dei tuoi denti e sulle gengive.
- Direzione del movimento: spazzoli con movimenti orizzontali? Errore comune: è il modo migliore per creare solchi e graffi sullo smalto. Il movimento giusto è verticale, “dalla gengiva verso il dente” (per intenderci, dal rosa al bianco), con un’inclinazione di 45 gradi.
- Pressione: se le setole del tuo spazzolino si aprono “a ventaglio” dopo pochi utilizzi, stai applicando troppa forza (l’igienista ti darà indicazioni al riguardo).
- Dentifricio con effetto sbiancante: sono spesso leve di marketing. Alcuni dentifrici cosiddetti whitening sono aggressivi sullo smalto del dente, soprattutto se combinati con movimenti di spazzolamento troppo vigorosi.
Inoltre, se hai mangiato cibi acidi, aspetta almeno 30 minuti prima di spazzolare, perché non c’è niente di peggio dell’erosione acida combinata con lo sfregamento meccanico: l’effetto è quello di carta vetrata sullo smalto dei tuoi denti!
Infatti, l’erosione acida (dovuta a bevande gassate, succhi di frutta, reflusso gastrico) ammorbidisce la superficie dello smalto, rendendola demineralizzata.
Se in questa fase agisci anche con un’abrasione meccanica (spazzolamento energico), rischi di rimuovere lo strato “ammorbidito”, prima che la saliva possa rimineralizzarlo. Quest’azione rende esposti gli strati sottostanti (la dentina), accelerando la comparsa di solchi e sensibilità al freddo.
Invece, il consiglio è sciacquare la bocca con acqua subito dopo il pasto per neutralizzare il pH. Dopo questa lista veloce, soffermiamoci insieme su alcuni aspetti importanti.
L’abrasione dentale da spazzolamento: quando l’igiene orale (non corretta) fa danno
L’abrasione dentale è la perdita patologica di tessuto dentale determinata da processi meccanici come una igiene orale vigorosa o eseguita con strumenti inadeguati. Hai capito bene: come ti lavi i denti, le tecniche di spazzolamento e il tipo di strumenti (spazzolino, dentifricio) possono fare la differenza, in un senso o nell’altro, ecco come.
1. Spazzolino con setole dure? Non è detto sia il migliore
“Più le setole sono dure, più rimuovono lo sporco”. Occhio: scientificamente, è improprio. Infatti, la placca batterica ha una consistenza appiccicosa: per rimuoverla bene, non occorre forza, ma setole flessibili e movimenti giusti.
Infatti, le setole rigide agiscono come punte di diamante sullo smalto dei tuoi denti. Se associate a movimenti orizzontali dello spazzolino (errati: devono essere verticali), le setole dure “piallano” e sfregano sulle zone convesse del dente, creando lesioni chiamate “lesioni cervicali non cariose”.
Indicano la perdita di tessuto dentale a livello del colletto del dente, cioè la zona di passaggio tra corona e radice, vicino alla gengiva. Clinicamente, le LCNC appaiono come tacche o solchi situati sulla superficie esterna del dente.
Perciò, puoi osservare i colletti dentali scoperti quando la gengiva si ritrae, lasciando esposta la dentina, quella zona del dente priva di smalto, porosa e molto sensibile agli stimoli esterni. Questa condizione si manifesta con sensibilità acuta al contatto con cibi caldi o freddi e con l’effetto estetico di avere “denti più lunghi”. Dato che la gengiva non ricresce spontaneamente, è fondamentale iniziare a correggere l’igiene orale domiciliare.
Quale spazzolino scegliere: elettrico o manuale?
Entrambi sono efficaci per una corretta igiene orale domiciliare. Puoi scegliere in base alle tue esigenze e alle indicazioni di odontoiatra e igienista, tenendo conto che:
- Spazzolino manuale: richiede una tecnica di spazzolamento adeguato che deve essere eseguita con precisione; in questo caso, le sedute di igiene orale in studio sono fondamentali, per apprendere dall’igienista le tecniche e i movimenti di spazzolamento corrette (verticali, non orizzontali);
- Spazzolino elettrico: richiede uno sforzo manuale minore, grazie ai movimenti rotanti e, con il suo funzionamento automatico, compensa eventuali carenze della tecnica manuale. Inoltre, questo strumento è indicato per chi ha gengive delicate, poiché consente di esercitare una pressione più leggera, mantenendo efficacia nell’igiene dentale.
Parlando di spazzolini manuali, quali setole preferire?
Tipi di setole: spazzolini manuali a setole morbide, medie, dure
C’è un altro fattore: le setole, ovvero la parte morbida della testina direttamente a contatto con i denti:
- Setole dure o rigide: consentono di esercitare un’azione incisiva, ma possono risultare aggressive e danneggiare lo smalto dei denti (e le gengive);
- Setole morbide: sono pensate soprattutto per l’igiene orale dei bambini e di chi ha denti sensibili, dato che effettuano uno spazzolamento delicato;
- Setole medie: sono considerate la giusta via di mezzo, agendo senza irritare.
Ma arriviamo all’aspetto che fa davvero la differenza: la tecnica di spazzolamento.
Qual è la tecnica di spazzolamento corretta?
Scegliere lo spazzolino per i denti non è sufficiente, bisogna saperlo utilizzare nel modo adeguato. La tecnica di spazzolamento corretta per una igiene dei denti efficace prevede questi passaggi:
- Un’angolazione dello spazzolino di 45° rispetto alla gengiva;
- Movimenti brevi e delicati, partendo dalla gengiva e procedendo in direzione del dente, in senso verticale;
- La durata dello spazzolamento di almeno due minuti complessivi, tra arcata superiore e arcata inferiore, destra e sinistra;
- L’ordine da seguire per pulire i denti, iniziando da quelli posteriori per raggiungere poi canini e incisivi.
Che dentifricio utilizzi? Sei anche tu “vittima” del marketing e delle promozioni del supermercato? Non tutti i dentifrici sono uguali, vediamolo insieme.
La chimica dei dentifrici: L’indice RDA
Non tutti i dentifrici sono uguali. Infatti, per legge, i dentifrici hanno un indice di abrasività chiamato RDA (Relative Dentin Abrasion), e reso noto dall’American Dental Association:
- RDA 0-70: Bassa abrasività (sicuri per l’utilizzo quotidiano).
- RDA 70-100: Media abrasività.
- RDA 100-150: Alta abrasività (spesso i dentifrici cosiddetti “whitening” o sbiancanti).
- RDA 150-250: Potenzialmente dannosi.
Alcuni prodotti sbiancanti da supermercato ottengono l’effetto “schiarente” tramite l’abrasione meccanica: “grattano” via le macchie superficiali, rimuovendo però anche micron di smalto. Se utilizzi un dentifricio a elevato RDA con uno spazzolino a setole dure, stai letteralmente scartavetrando i tuoi denti a ogni spazzolata.
Come trattare i denti graffiati e rovinati?
Una volta che lo smalto è graffiato, non può rigenerarsi da solo, ma noi possiamo agire con metodiche mirate.
Lucidatura e rifinitura
Per l’area sopragengivale utilizziamo tecnologie come l’air-polishing con polveri di glicina, bicarbonato di sodio o eritritolo. Ciò consente di rimuovere le macchie superficiali dai “solchi” dentali e uniformare la superficie dentale senza asportare smalto, restituendo la lucentezza naturale al tuo sorriso.
La soluzione estetica e protettiva: otturazioni e faccette dentali in ceramica
L’odontoiatria moderna offre soluzioni mini-invasive ed estetiche per riparare i denti rovinati e fermare la progressione del danno, come i restauri bio-mimetici.
Otturazioni bianche
Per le lesioni cervicali e i colletti scoperti, la soluzione d’elezione sono le otturazioni con resine composite di ultima generazione. L’odontoiatra modella il materiale all’interno del solco, ricostruendo la parte di dente mancante.
Le otturazioni eseguite con materiale da restauro dello stesso colore del dente (composito dentale) hanno le medesime qualità in termini di durata e resistenza.
Inoltre, offrono un vantaggio estetico di notevole rilievo, poiché i compositi di ultima generazione sono realizzati in una vasta gamma di colori.
>>Ti invito a leggere i nostri approfondimenti sulle otturazioni bianche
Faccette dentali
Nei casi in cui l’abrasione sia estesa a tutta la superficie anteriore, rendendo i denti corti, ingialliti o visibilmente “graffiati”, le faccette in ceramica sono la scelta migliore. Queste sottili lamine (simili a lenti a contatto) vengono cementate sulla parte esterna. Oltre a un risultato estetico d’eccellenza, offrono una protezione duratura e una resistenza all’usura molto superiore a quella del composito.
>>Ti suggerisco i nostri articoli tematici sulle faccette dentali
Come vedi, l’estetica del tuo sorriso è al sicuro: ci sono differenti soluzioni per intervenire sui denti graffiati, non c’è nulla di irreversibile, a partire dalla tua igiene orale quotidiana. Se hai questo problema e non vedi l’ora di recuperare l’armonia e la funzionalità del tuo sorriso, scrivimi all’indirizzo simone@simonevaccari.it oppure rivolgiti allo studio: siamo a tua completa disposizione.
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