Otturazioni in amalgama di mercurio? Ecco l’alternativa.

Otturazioni in amalgama di mercurio? Ecco l’alternativa.

L’amalgama dentale di mercurio o amalgama d’argento è un materiale a base di metalli usato in odontoiatria per otturazioni e ricostruzioni dirette dei denti.

L’utilizzo dell’amalgama d’argento come materiale da otturazione è piuttosto antico e viene utilizzato per le otturazioni dentali da circa 150 anni.

Prima dell’avvento dell’amalgama dentale di mercurio i dentisti otturavano i denti con diversi tipi di materiali come pezzi di pietra, resina, sughero, trementina, colla, gomma, piombo e oro in foglie, oppure  altre miscele di metalli  sempre a base di mercurio.

L’amalgama d’argento fu utilizzato per la prima volta nel 1826 in Francia, ma a quell’epoca oro, platino, argento, stagno, piombo (o miscele di queste metalli) erano altamente preferiti all’amalgama di mercurio che non trovò subito un grande successo in campo dentale. 

Nel 1833 l’Amalgama d’argento viene esportata negli Stati Uniti, ed è li che trova il suo massimo successo. Basti pensare che dieci anni dopo il 50% dei restauri dentali in America era proprio eseguito in amalgama. Grande successo anche dovuto al fatto che fino a qualche anno prima l’opzione terapeutica più frequente in caso di problemi era l’estrazione del dente! Con l’arrivo dell’amalgama si potè cominciare a curare e a salvare i denti. Fu poi nel 1895 che raggiunse il suo massimo splendore quando un dentista Americano, G.V. Black ne modificò la formulazione (tuttora attuale) e dettò linee guida precise e decodificate per eseguire il corretto restauro dentale. Questo portò a una diffusione massiva del suo utilizzo in tutto il mondo che è arrivata sino ai giorni nostri.

Il successo dell’amalgama d’argento nel campo odontoiatrico è legato a tutta una serie di caratteristiche favorevoli per l’utilizzo intraorale quali: facilità di impiego, bassi costi, stabilità nel tempo, resistenza all’usura, possibilità di essere posizionata anche in presenza di umidità e fluidi organici, resistenza alla carie secondaria. I principali svantaggi dell’amalgama d’argento sono invece: la scarsa estetica del materiale (di colore grigio/nero), i problemi ecologici (legati al suo smaltimento) e alla tecnica di preparazione del dente che prevede cavità tridimensionalmente ritentive con grande sacrificio di tessuto dentale sano. Oltre a tutto questo si aggiunge il fatto che questo materiale non ha nessun potere adesivo sulle strutture dentali andandole a sovraccaricare durante il carico masticatorio e predisponendo all’incrinatura del dente.

L’utilizzo dell’amalgama dentale di mercurio negli ultimi decenni è diminuito a causa della sospetta tossicità del mercurio in esso contenuto e grazie all’avvento delle otturazioni bianche, in composito, che prevedono invece l’utilizzo di tecniche adesive. Infatti, la grande differenza tra i due materiali è che i compositi si possono attaccare chimicamente allo smalto e alla dentina.

A partire dal 1982 è iniziata un’importante rivoluzione in odontoiatria restaurativa grazie all’avvento dell’adesione. L’adesione ha permesso di creare un legame chimico tra i tessuti mineralizzati del dente e le resine composite che vengono oggi utilizzare per eseguire otturazioni dentali. L’adesione ha portato enormi cambiamenti: le preparazione del dente sono diventate più conservative, maggiore risparmio di struttura sana, minore indebolimento del dente.

Fino all’ultimo decennio del ‘900 però l’amalgama d’argento era ancora molto utilizzato, questo perché i sistemi adesivi non presentavano le caratteristiche di eccellenza sulle quali possiamo contare oggi. Attualmente infatti, i sistemi adesivi sono altamente performanti e questo fa sì che le otturazioni in composito siano un’eccellente alternativa all’amalgama d’argento. A tutto questo dobbiamo aggiungere le grandi performance estetiche di questo materiale che rendono di fatto i restauri completamente integrati al dente naturale.

I materiali compositi sono costituiti da una resina fluida e da un riempitivo solido. La resina è costituita da un insieme di monomeri che hanno la funzione di collante mentre il riempitivo solido è costituito da particelle di vetro, quarzo, silicio che ne rinforzano la struttura.

Il materiale presenta una consistenza “pastosa” e dopo essere stato adattato nella cavità, previa rimozione della carie, viene fatto indurire attraverso l’applicazione di una lampada apposita. Per questo, i compositi attuali sono anche chiamati foto-polimerizzabili. Questo costituisce un altro grande punto di forza delle otturazioni banche: dopo il fotoindurimento (cioè la polimerizzazione) che avviane alla poltrona, il paziente può cominciare a masticarci sopra da subito senza tempi di attesa.

I vantaggi delle otturazioni in composito sono: cavità più conservative (non vi è praticamente bisogno di rimuovere sostanza dentale sana), usura dei materiali di nuova generazione molto simile a quella dei denti naturali, grande estetica, possibilità di rinforzare il dente naturale.

Il principale svantaggio delle otturazioni in composito è che i compositi non sono adatti in caso di difetti molto estesi ai denti. Questo può essere ovviato con una tecnica indiretta (intarsio) che comporta però un aumento dei costi.

La domanda che più spesso mi rivolgono i pazienti è: “Dottore, è possibile rimuovere l’amalgama dentale di mercurio e sostituirla con un’otturazione in composito? Non sarà pericoloso?”. Ovviamente l’amalgama può essere sostituita in tutta sicurezza sia per il paziente, sia per il personale sanitario.

Per eseguire la rimozione, utilizziamo sempre la diga di gomma, vengono inoltre utilizzare delle frese dedicate, multi-lama al tungsteno, che non surriscaldano il metallo quando entrano in contatto con esso e quindi evitano la vaporizzazione del metallo. Inoltre, il tutto viene eseguito sotto un abbondante getto di acqua, pertanto le poche particelle metalliche che vengono ugualmente vaporizzate vengano fatte precipitare e non possano essere inalate dal paziente e tanto meno dal dentista. Infine viene utilizzato un sistema di doppia aspirazione che permette la rimozione completa dei detriti.

Una volta rimosso l’amalgama di mercurio, è possibile procedere in tutta sicurezza all’otturazione bianca in composito che viene eseguita nella stessa seduta.

In ragione di quanto scritto sopra, ritengo che al giorno d’oggi l’amalgama d’argento o di mercurio abbia completamente perso la sua indicazione clinica a vantaggio delle otturazioni bianche che hanno raggiunto performance eccellenti sotto ogni punto di vista.

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