Impianti dentali: quel che devi sapere sull’implantologia dentale

Impianti dentali: quel che devi sapere sull’implantologia dentale

L’impianto dentale, noto anche come impianto endosseo, è un dispositivo medico di tipo chirurgico utilizzato per riabilitare funzionalmente ed esteticamente la perdita o la mancanza congenita di uno o più denti.
In altre parole, l’impianto dentale può essere considerato come una radice artificiale in titanio che andiamo a posizionare quando per qualsiasi ragione la radice del dente naturale sia mancante o persa.
La funzione dell’impianto dentale è quella di sostenere una corona in ceramica, o più corone, per ripristinare la masticazione ove essa fosse carente per la mancanza dei denti.

L’impianto dentale è fatto di titanio biomedicale di tipo IV, quindi il materiale più biocompatibile che esita per l’uomo. Infatti, una volta posizionato nell’osso, il nostro organismo lo riconosce come materiale proprio e le cellule ossee lo inglobano in un processo chiamato ‘osteintegrazione’.
Tutto questo richiede un periodo di otto settimane, al termine delle quali l’impianto può essere caricato, cioè può essere applicata la corona in ceramica e di fatto il dente può essere usato per masticare.

Sebbene l’implantologia sia ritenuta una delle branche dell’odontoiatria più recenti, è bene ricordare che è stata una disciplina introdotta negli anni sessanta, quindi conta oramai più di cinquanta anni di storia.
Da allora le evoluzioni sono state tantissime e al giorno d’oggi può essere considerata una tecnica con altissime percentuali di successo e predicibile nel tempo.

Quando gli impianti dentali trovano la migliore indicazione?
• Mancanza di un singolo elemento dentale. Per tanti anni, questo problema è stato risolto attraverso l’uso dei ponti tradizionali; questo però richiedeva di limare un dente, magari sano, prima e dopo quello mancante. In altre parole venivano sacrificati due denti per ripristinarne uno solo. Oggi la soluzione migliore per l’edentulia singola è l’impianto dentale, che permettere di riabilitare quella zona senza dover limare denti sani.
• Alternativa alla protesi mobile. Per un lungo periodo della storia, fino agli anno ottanta, la mancanza dei denti nella bocca (edentulia totale) era trattata con la protesta mobile, la classica dentiera. Oggi, nella quasi totalità dei casi, possiamo applicare nei mascellari un numero di impianti che varia da quattro a sei e riabilitare l’intera arcata in modo fisso. Abbandoniamo finalmente l’immagine della dentiera nel bicchiere sul comodini e passiamo a una dentatura fissa con la quale possiamo mordere qualsiasi cosa senza alcun timore.
• Riabilitazione immediata dei denti (a carico immediato). In molti casi, quando l’impianto trova molta stabilità a livello osseo, è possibile mettere un provvisorio subito dopo. Questa tecnica, chiamata implantologia a carico immediato, ci consente di azzerare completamente il periodo in cui il paziente rimane senza denti. Anche i casi in cui la riabilitazione interessa tutta l’arcata, possiamo togliere i denti residui malandati, posizionare subito gli impianti, prendere l’impronta e consegnare la protesi provvisoria entro poche ore. Con il carico immediato eliminiamo il disagio e l’imbarazzo di dover rimanere senza denti dopo l’estrazione dentale.

Un altro aspetto importantissimo è che gli impianti dentali possono essere eseguiti in totale assenza di dolore.
Mi capita tutti i giorni di consigliare una semplice terapia antalgica dopo l’intervento, nonostante durante il controllo il paziente mi confidi di non aver avuto bisogno di prendere nulla.
Si avverte solo un modesto fastidio nell’arco delle prime due ore, poi di fatto tutto diventa sopportabile o addirittura indolore.

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